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Ventura alla Rosea: “Si ad un ritorno in campo ma con un protocollo medico certificato”

Il tecnico granata: "Da oggi comincio un lavoro con il preparatore e ci colleghiamo via Skype con i giocatori per qualche esercizio"

Luca Viscido

Dopo più di un mese dall’ultima volta, il tecnico della Salernitana Gian Piero Ventura è tornato a parlare. Il mister granata si è raccontato alla Gazzetta dello Sport toccando vari temi, dalla problematica relativa al COVID-19, alla possibilità di ritornare in campo, fino ad un eventuale rinnovo con la società di Lotito e Mezzaroma. Il trainer ligure ha deciso di rimanere a Salerno (con la moglie) appena è stato reso ufficiale il lockdown e allo stesso tempo è rimasto soddisfatto dalle restrizioni messe in campo dal governatore della Campania Vincenzo De Luca per tutelare l’intera regione dal Coronavirus: Devo dare atto che il governatore della Campania De Luca con il suo rigore è stato molto efficace, qui sentiamo meno il problema rispetto a come mi dicono si viva al Nord. Ci sentiamo tutelati. Non usciamo, anche se vorrei almeno prendere gli abiti estivi, qui ci sono 24-25 gradi e ho ancora il cappotto e i maglioni. Da oggi però comincio un lavoro con il preparatore e ci colleghiamo via Skype con i giocatori per qualche esercizio”.

Nonostante l’assenza forzata dai campi l’ex allenatore dell’Italia non perde tempo per aggiornarsi ed eventualmente individuare nuovi talenti da poter far esordire in futuro: “Mi sono fatto scaricare partite di giocatori giovani, gente da lanciare, cosa che ho sempre fatto e fa parte del mio dna. Un nome? Non mi conviene, se no li prendono gli altri… Ce ne sono tanti, e qualcuno gioca troppo poco, anche in B, categoria che ho riscoperto dopo anni e che voglio conoscere meglio”. Ventura però ammette che non sta riguardando al momento le partite disputate dai granata questa stagione: “Ma le ricordo bene, perché so che abbiamo fatto tanto ma avremmo potuto fare di più. Quindi mi arrabbierei. Sto studiando come migliorare. Il primo step è andato bene, con tanti giocatori reduci da retrocessione. C’era da ricostruire tanto, c’erano ragazzi con poco mercato che adesso hanno ottime prospettive. Speravo in questa classifica, ma abbiamo lasciato per strada una miriade di punti. Ripartiremo da una base certa”.  Il tecnico granata successivamente non nasconde il desiderio di rividere  Alessio Cerci in campo con una discreta continuità, ed afferma: “C’è stato un attimo in cui ho temuto di non farcela. Dopo due anni senza giocare era davanti a una montagna da scalare. Però mi ha sorpreso, perché non ha mai mollato e la montagna l’ha scalata a mani nude. Nella penultima gara ha debuttato dall’inizio e fatto vedere cose importanti. Dopo un lungo stop come questo sarà dura per tutti ripartire, mi basterebbe averlo all’80%”.

Non poteva mancare una riflessione sulla possibilità di ritornare al calcio giocato, Ventura però è molto scettico su un argomento delicato come questo: “Leggo date buttate lì, tante chiacchiere. E’ difficile parlare di calcio davanti a tanti morti. Solo i medici potranno dirci quando giocare. Senza quarantena si dovrà convivere con il virus: come si farà? Serve un protocollo chiaro, se ci fosse un positivo in una squadra cosa succede? Si ferma ancora il campionato? Una buffonata. Sento Lotito come sento Mezzaroma e Fabiani. Ma ripeto: prima serve un protocollo medico chiaro e certificato. Bisogna ricreare le condizioni di prima, con la voglia delle società e l’entusiasmo della gente, cosa che qui non manca. Se si riparte, il campionato lo devo finire. Vale per tutti. La domanda è dopo…”. Ventura dice la sua anche sul probabile taglio degli stipendi per agevolare le casse delle società: “deve essere una cosa soggettiva, non ci può essere solo l’imposizione dei club”, si sofferma anche sul suo futuro e sulle voci relative ad un suo possibile ritorno al Torino come coordinatore tecnico: “Girano queste voci, me lo sono anche chiesto. Però il profumo dell’erba e la voglia di campo, il confronto con i giocatori e la loro crescita, sono cose che ho dentro. Sono ripartito per riprendermi tutto questo, ora che ce l’ho voglio ripartire”.

La Salernitana però gli ha fatto ritrovare il sorriso e la voglia di ritornare ad allenare: “Volevo ricominciare ad allenare come una volta, ritrovare il Ventura allenatore e riacquistare voglia ed entusiasmo che avevo perso. Non contava la categoria, contava il campo. E tutto sommato, grazie alla Salernitana, mi sono ripreso tutto. Non sono venuto qui per continuare a fare l’allenatore, ma ricominciare a fare l’allenatore. E mi è bastata una settimana di ritiro per dire che avevo ritrovato la mia vita e oggi l’entusiasmo mi esce dalle vene”. Il tecnico granata si sente rinverdito: “Ho 72 anni ma me ne sento 50 a esagerare. Lavoro 12 ore al giorno, ho la voglia di un ragazzo. La stessa libidine? Dieci volte di più, però, vista l’età, parliamo di entusiasmo che è meglio”. Domenica 72 anni li ha fatti anche Marcello Lippi: “Ci conosciamo da ragazzi, ma il compleanno me l’ero perso, gli ho scritto un messaggio. Con lui al mio fianco in Nazionale sarebbe andata diversamente”.  Ventura infine non chiude le porte ad un possibile rinnovo con la società di Lotito e Mezzaroma:Il discorso è stato sfiorato ma non affrontato. Servono condizioni reciproche. Sono venuto qui per una ricostruzione, in futuro ci deve essere grande ambizione. E io ci sono”.

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