Salernitana da applausi, ma ora servono i punti

Il pari col Crotone sta stretto ai granata, che devono cambiare marcia in trasferta a partire da Trapani

Nicola Roberto

La miglior Salernitana della stagione, capace di chiudere nella sua area di rigore il Crotone e di sottoporlo ad un autentico bombardamento per venti minuti filati all’inizio della partita, è uscita dal campo tra gli applausi dell’Arechi ma con un solo punto in tasca che fa poca classica. Serve, però, e tanto, per il morale perchè può dare al gruppo granata la spinta giusta per cambiare passo anche in trasferta. In questa fase della stagione la Salernitana si sta proponendo in una versione double face. In casa, infatti, ha battuto il Brescia e non ha sfigurato neanche contro Pescara e Crotone, le due squadre che giocano il miglior calcio del campionato, mentre fuori casa non fa punti dalla gara di Livorno del 9 dicembre scorso.
Sabato prossimo, a Trapani, servirà una prova coriacea come quella fornita ieri contro il Crotone per porre fine al digiuno esterno e provare, magari, a cancellare lo zero dalla casella delle vittorie esterne. Il pari di ieri non ha premiato fino in fondo la prova dei granata, motivati e determinati come poche altre volte si erano visti, ma sopratutto capaci di recitare senza sbavature il copione tattico approntato in settimana. Il 4-4-2 con due esterni giovani ed in grado di coprire e rilanciare l’azione ha dato compattezza e sicurezza alla squadra. Al centro della difesa la prestazione di Bagadur ha dato torto a Torrente e Menichini che lo avevano, fino ad ieri, ignorato e ha permesso a Bernardini di vivere un pomeriggio senza troppi affanni. In presenza di un’altra situazione di classifica, il pareggio di ieri sarebbe stato comunque accolto positivamente ed avrebbe fatto gioco ai granata. Purtroppo, alla luce delle difficoltà incontrate dalla squadra nel risalire la china, il punto di ieri non serve tanto per la classifica ma solo per stimolare un processo, che deve essere repentino, di crescita sul piano della fiducia in se stessi. I tifosi chiedevano una reazione e la squadra ha tirato fuori l’orgoglio ed il carattere ed infatti ha ricevuto gli applausi degli oltre diecimila dell’Arechi. Proprio il ruolo dei tifosi e dell’ambiente salernitano è stato decisivo: si era invocata a gran voce maggior presenza da parte della proprietà ed infatti Lotito è giunto a Salerno con un giorno di anticipo per vivere insieme alla squadra la vigilia della partita. Il patron ha rivendicato i meriti ed i successi della sua gestione, sorvolando sul futuro. Una società forte ed organizzata, però, deve saper guardare oltre i risultati e, soprattutto, oltre l’orizzonte temporale di una stagione che tra tre mesi e mezzo andrà in archivio. C’è un risultato sportivo da centrare ed è giusto concentrarsi sul campo, ma il futuro della Salernitana non può essere legato alla categoria in cui giocherà tra sette mesi.

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