La Salernitana si fa raggiungere da Piccolo: a Lanciano è 2-2

La doppietta di Coda non basta alla squadra di Torrente, agguantata dall'ex attaccante delle giovanili granata

Nicola Roberto

VIRTUS LANCIANO (4-3-3): Aridità, Pucino, Rigione, Amenta, De Silvestro; Vastola (35’ s.t. Ze’ Eduardo), Paghera, Di Cecco; Piccolo (14’ s.t. Marilungo), Ferrari, Turchi (25’ p.t. Lanini) A disp: Casadei, Bacinovic, Di Filippo, Crecco, Di Matteo, Di Francesco. All: D’Aversa.
SALERNITANA (4-3-3): Strakosha; Colombo (24’ s.t. Franco), Lanzaro, Empereur, Rossi; Sciaudone, Moro, Bovo (12’ p.t. Pestrin); Troianiello (27’ s.t. Odjer), Coda, Gabionetta. A disp: Terracciano, Pollace, Trozzo, Milinkovic, Perrulli, Donnarumma. All: Torrente
ARBITRO: Manganiello di Pinerolo
Assistenti: Liberti di Pisa e De Troia di Termoli
Quarto Uomo: Vesprini di Civitanova
Marcatori: 6’ e 13’ p.t. Coda, 26’ Piccolo e 6’ s.t. (rig.)
Ammoniti: Colombo, Troianiello, Vastola, Sciaudone, Moro, Paghera
Angoli: 6-4 per la Salernitana
Recupero: 2’ p.t., 3’ s.t.

La Salernitana non riesce a spezzare il digiuno di successi, ma quanto meno interrompe la serie no in trasferta. A Lanciano i granata partono forte, vanno avanti di due gol dopo neanche un quarto d’ora grazie ad un approccio spigliato e propositivo alla contesa, ma poi subiscono il ritorno del Lanciano e masticano amaro per una potenziale occasione da gol in pieno recupero, fermata dall’arbitro per un fallo di Coda, almeno discutibile, su Rigione: il fischio di Manganiello stoppa la corsa di Gabionetta che si avviava verso la porta quasi indisturbato. A piccoli passi, dunque, la Salernitana inanella il secondo risultato utile di fila, ma esce dal campo con qualche rimpianto. Due squadre appaiate in classifica, pressate dall’urgenza di far punti. Lanciano e Salernitana si specchiano nel modulo, ma, soprattutto, nell’anima. D’Aversa deve rinunciare allo squalificato Mammarella. Per un ex che non c’è, due sono in campo: Vastola e Piccolo. Torrente recupera Colombo sulla corsia destra e questo consente a Lanzaro di tornare al centro. Dalla cintola in su solo conferme. Stringe i denti Bovo, titolare a dispetto delle previsioni della vigilia. Pestrin, ex di parte granata, torna a disposizione ma va soltanto in panchina. Il centrocampista romano, però, entrerà in campo dopo non molti minuti dall’inizio. Il tempo di assistere da bordocampo al gol del vantaggio granata segnato da Coda dopo sei minuti con un rabbioso tiro dal limite dell’area a chiusura di un veloce contropiede avviato da Troianiello e portato avanti da Sciaudone, che Torrente deve già rivedere i suoi piani. Bovo alza bandiera bianca per un guaio fisico ed al suo posto entra Pestrin che si piazza tra Moro e Sciaudone. L’ingresso del romano anticipa di pochi secondi il raddoppio ospite. De Silvestro si impappina in fase di ripiegamento e serve involontariamente di testa Coda che protegge bene palla e piazza la zampata vincente che beffa un non certo sicurissimo Aridità. Il centravanti granata viene sommerso nuovamente dagli abbracci dei compagni, ben consapevoli dell’importanza di aver finalmente trovato i suoi gol. Coda potrebbe pure fare tris, ma, su un cross di Troianiello dalla destra, viene tratto in inganno dal mancato intervento di Rigione e non riesce a correggere il pallone verso la porta. Nel Lanciano esce per infortunio Turchi ed entra Lanini, subito protagonista nell’azione che porta i locali al gol. Lanzaro cerca di anticipare l’ex attaccante della primavera juventina, ma non prende né l’uomo né il pallone aprendo un corridoio in cui Ferrari si infila incredulo. L’ex Verona, però, si fa ribattere il tiro a colpo sicuro da Strakosha che non può nulla sul successivo tap-in da due passi di Piccolo. Gabionetta prova subito a ristabilire le distanze con un’accelerazione prepotente da metà campo fino all’area di rigore: il suo sinistro è deviato da Aridità, poi Amenta libera in corner. Nella ripresa il momento saliente è al sesto minuto: Moro “para” il tiro dal limite di De Cecco e per l’arbitro è rigore. Dal dischetto Piccolo è implacabile. Subito il pari, la Salernitana ci mette un po’ ad assorbire il colpo, ma finisce, comunque, con personalità. Torrente inserisce Franco per un esausto Colombo e sdogana pure Odjer, che non mostra alcun imbarazzo e si cala subito nel clima di una partita che vive di fiammate, che è sempre sul filo di un labile equilibrio. Che, però, non si spezza più. Pari e patta e, forse, alla fine nessuno è davvero contento.

Commenti

I commenti sono disabilitati.