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Milioni e benzina: il “giochetto” delle società per non pagare l’Iva

L'operazione della Guardia di Finanza di Salerno ha portato all'arresto di 5 persone e al sequestro di 48 milioni di euro

Federica D'Ambro

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SALERNO | Compravano carburante dalle società petrolifere senza pagare l’I.V.A. Sono 19 gli indagati, 5 gli arrestati e 48 i migliori di euro sequestrati a seguito dell’operazione “Carpas Diem” della Guardia di Finanza di Salerno. Questa mattina il Comando Provinciale della Guardia di Finanza ha illustrato i risultati e i dettagli dell’operazione che ha portato all’arresto di 5 persone accusate di frode fiscale nel commercio di carburante. Si tratta dei fratelli napoletani Mario e Roberto Murolo, Giuseppe Savino, residente a Volla, Luigi Borriello di San Giorgio a Cremano e Alberto Masullo di Napoli. 

L’indagine, coordinata dalla Procura di Napoli, ha permesso di scoprire un sofisticato sistema di società definite “cartiera”, in quanto soggetti impresari non reali e associati a prestanome spesso nullatenenti. In quattro anni, sarebbero 14 le società che sono riuscite ad accreditarsi, in maniera fittizia, il nominativo di “esportatrici abituali” con le dichiarazioni di intenti, riuscendo in questo modo ad avere il carburante dalle maggiori compagnie petrolifere senza il pagamento dell’IVA. Il carburante, veniva poi trasferito alle “pompe bianche” su tutto il territorio campano e nazionale, ad un prezzo più basso rispetto alla media.

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Secondo l’attività investigativa delle fiamme gialle, la mente dell’evasione sarebbe il napoletano Alberto Napoli “grazie alla vasta e riconosciuta esperienza nello specifico settore – sostiene la Guardia di Finanza – e al ruolo di primissimo piano ricoperto, durante le indagini, in una nota compagnia petrolifera, tanto da essere ritenuto uno dei migliori responsabili commerciali di prodotti petroliferi in tutto il Sud Italia”.

Il Gip ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo per un totale di oltre 48 milioni di euro, corrispondenti all’importo dell’Iva che sarebbe stata evasa in quattro anni. Tra i sequestri ci sono immobili, 170mila euro in contanti, due orologi del valore di 40mila euro e due imbarcazioni.

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