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Senegalesi in protesta: “Una città che vieta ai poveri di lavorare non è turistica”

"Invitiamo tutte le persone che odiano l'ingiustizia e le discriminazioni a manifestare con noi, ad un presidio e allo sciopero della fame che stiamo preparando per i prossimi giorni e nelle prossime settimane"

Federica D'Ambro

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“Una città che vieta ai poveri di lavorare non è una città turistica”. Così il presidente della comunità senegalese, Daouda Niang, ha commentato a margine dell’inaugurazione delle Luci d’Artista. Niang ha manifestato il suo dissenzo, a nome dell’intera comunità che rappresenta, comunicando che a giorni inizierà uno sciopera della fame e un presidio per denunciare quello che accade ai cittadini extracomunitari sul Lungomare di Salerno.

“Invitiamo tutte le persone che odiano l’ingiustizia e le discriminazioni a manifestare con noi, ad un presidio e allo sciopero della fame che stiamo preparando per i prossimi giorni e nelle prossime settimane, per denunciare l’inuguaglianza, l’ingiustizia e il boicottaggio che viviamo ogni giorno a Salerno, nella nostra città – continua Niang – Il boicottaggio che attacca e indebolisce il Lungomare per organizzare, poi, la ruota panoramica, continuando a dire che non è sicuro. Invitiamo tutte le cittadine e tutti i cittadini a darci una mano a combattere questa ingiustizia e discriminazione e questa situazione di disuguaglianza”.

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