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Artista di strada fermato dai vigili a Salerno, i turisti: ” Lasciatelo suonare..”

E' accaduto nel primo pomeriggio

Federica D'Ambro

Nella stazione di Napoli centrale c’è un pianoforte aperto a tutti. Chiunque può sedersi ed iniziare a suonare una melodia, chiunque può dare “spettacolo” delle proprie abilità. Nelle maggiori capitali europee, un’artista proveniente magari da un conservatorio di musica viene incitato a suonare ed esercitarsi in luoghi pubblici, spesso dove c’è più gente, per affrontare proprio la paura del pubblico. A Roma così come a Parigi gli artisti di strada sono in ogni angolo. Nelle zone di passeggio dove c’è più affluenza, capita di essere travolti dalla sinfonia di uno strumento musicale, dalla voce di una donna, dalle mani di un giovane che si esercita per inseguire un sogno o solo per passione e passatempo. Questo a Salerno non è concesso, senza specifica autorizzazione da presentare giorni prima al Comune, che dovrà autorizzarla e rilasciarla. A Salerno, specialmente nel periodo di Luci d’Artista, si fa molta più attenzione ai senegalesi che vendono oggettistica sul Corso Vittorio Emanuele o sul Lungomare, alle macchine in doppia fila, ma anche ai giovani ragazzi che vogliono esprimere la propria arte attraverso un’esibizione in strada.

E’ quello che è successo oggi, sul Lungomare Tafuri nel primo pomeriggio di una domenica soleggiata e affollata dai turisti. Quattro vigili urbani hanno fermato un giovane salernitano, in compagnia della sua fidanzata, mentre stava suonando uno strumento molto particolare: lo hang, uno strumento musicale idiofono in metallo creato in Svizzera. Il giovane, nel momento in cui sono arrivati i vigli urbani, era circondato da almeno 20 turisti sbigottiti dal suo talento. I vigili hanno chiesto al ragazzo se avesse l’autorizzazione per fare spettacoli in strada. Il giovane ha risposto all’agente che “stava solo esercitandosi con la propria fidanzata” e di non possedere l’autorizzazione richiesta. Il giovane è salernitano, conosciuto in città per lo strumento che suona, abita a pochi passi dal luogo in cui è stato fermato dagli agenti. Alla richiesta di allontanarsi, non ha opposto resistenza, ha smesso di suonare, chiuso il suo strumento, ed ha deciso di continuare il suo “allenamento” seduto sulla panchina. A rispondere a tono ai vigili sono stati proprio i turisti. “Lasciatelo stare, fare musica non è un reato”, con queste parole i visitatori presenti hanno opposto resistenza, chiedendo al giovane di continuare a suonare e alle forze dell’ordine di spostare l’attenzione verso “problemi ben più gravi”. Il diverbio è durato poco più di 15 minuti: i turisti si sono allontanati solo quando anche il giovane l’ha fatto. Continuando a rassicurarlo per la sua musica, con una senso di amarezza verso quello che era successo.

 

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