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“Per loro siamo fantasmi, invisibili”, la protesta dei commercianti a Salerno

Voce a chi sta vivendo un dramma, in piazza Portanova tanti rappresentanti di attività.

Gianni Fiorito

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Dopo le varie proteste delle scorse settimane, Confcommercio Campania ha deciso di dar voce al dramma delle imprese del commercio. Questo pomeriggio alle ore 18.30 i commercianti hanno dato vita ad pacifico sit-in in Piazza Portanova a Salerno, in contemporanea con altre piazze di città campane come  Napoli, Sorrento e Castellammare di Stabia.

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Le attività commerciali, infatti, si sentono “invisibili” in quanto abbandonate da Governo e Regione che non hanno ancora previsto una qualsiasi forma di sostegno concreta, come promesso nei mesi scorsi.  A prendere parte alla protesta sono state quelle attività che, pur non essendo state chiuse per decreto, vivono una situazione drammatica, trovandosi nei fatti in regime di lockdown da ottobre senza ricevere alcun aiuto economico.

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I commercianti lamentano di non riuscire più a lavorare, trovandosi con affitti da pagare, dipendenti a carico e magazzini saturi di merce acquistata mesi fa.  Inoltre, l’intera categoria ogni giorno deve scontrarsi con le enormi difficoltà di programmazione per la propria attività. Il calo dei fatturati raggiunge l’80% in questi settori, dopo aver già affrontato le conseguenze disastrose della prima ondata dell’epidemia.

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In piazza Portanova la voce del commercio è stata chiara e univoca: “Al di là dei colori, gialli, rossi o arancioni, il problema è che il susseguirsi di ordinanze e DPCM ha inciso in maniera naturale sui consumi, provocando una contrazione degli acquisti. I negozi sono aperti, ma è come se non lo fossero. Vogliamo rientrare anche noi nel piano di aiuti. Il nostro settore fa degli investimenti molto tempo prima, quindi abbiamo già preso degli impegni finanziari notevoli. Meritiamo la stessa attenzione che è stata riservata alle altre categorie per le quali sono stati previsti interventi finanziari”.

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Questa protesta ha voluto evidenziare l’invisibilità agli occhi della classe politica della situazione reale in versano queste imprese del commercio. Per questo motivo, gli esercenti hanno protestato vestendosi da “fantasmi”, una provocazione idonea per una protesta silenziosa che esprime un forte dissenso e un roboante grido di aiuto. Tutta la manifestazione, ovviamente, si è svolta nel pieno rispetto delle norme di sicurezza anti contagio.

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