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Omicidio di Ravello, imputati in aula: tesi discordanti

E' giallo per l'omicidio di Patrizia Atturia, l'unica pista è la farmacia dove l'imputata Dipino avrebbe comprato dei tranquillanti

Federica D'Ambro

Diventa sempre più difficile per giudici e avvocati arrivare a capo dell’omicidio di Ravello. Attualmente c’è una sola imputata, Vincenza Dipino, per la morte di Patrizia Attruia. Secondo le analisi del medico legale e le indagini delle forze dell’ordine, sembrerebbe che la vittima sia stata sedata, prima di essere del tutto uccisa, da un mix di tranquillanti. Le prove potrebbero essere nelle parole della farmacista di Amalfi e dalle telecamere di sorveglianza. Sembrerebbe un processo facile. Se non fosse che il video della farmacia sarebbe stato distrutto come da prassi dopo un certo periodo di tempo. Come rivela il quotidiano Il Mattino, una farmacista di Amalfi, in fase investigativa, aveva raccontato di aver venduto a Vincenza Dipino, un tranquillante che contiene benzocaina per poi raccontare ai giudici della Corte d’Assise una versione diversa. Quella di non ricordare della donna, in quanto non sarebbe sua abituale cliente.
Un omicidio che diventa sempre più complicato.Questa mattina si tornerà nuovamente in aula, per mettere d’accordo le tesi discordanti che, su alcuni punti, emergono dalle relazioni tecniche presentate dalle parti.

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