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La protesta delle operatrici per le cure domiciliari

Questa mattina tavolo tecnico in Prefettura: stipendi non pervenuti da due anni

admin

Arrivano sul tavolo della Prefettura di Salerno i gravi problemi delle operatrici sociali del Vallo di Diano, che questa mattina hanno portato all’attenzione del vice prefetto vicario Giovanni Cirillo la situazione di disagio in cui versano. Da quasi due anni infatti le operatrici delle cooperative di servizio domiciliare (Adi) non ricevono la retribuzione, tra il disagio delle famiglie e soprattutto quello di dover lavorare nonostante tutto.

Il movimento civico il “Sole d’Italia” presieduto da Antonella Buono,  da più di un anno porta avanti questa causa , che attende e spera in una possibile celere risoluzione. “Questa realtà è presente in tutta la regione Campania, dove tutte le cooperative che si occupano dell’assistenza domiciliare dei pazienti che sono gravemente malati. La regione e il Comune di appartenenza devono occuparsi dei pagamenti, essendo quote compartecipate ma risulta che nel caso di queste cooperative (Occhio Magico, Tertium Millenium, Mai Più Soli, Iskra) ciò non accade e risulta che alcuni Comuni del Vallo di Diano hanno pagato e di altri nessuna notizia.

Come se non bastasse, Antonio Florio, responsabile del piano di zona, chiude le porte in faccia ogni volta che qualcuno va a chiedere che fine abbiano fatto parte di queste quote e nemmeno io sono stata ricevuta personalmente” sottolinea Antonella Buono, la quale continua: “dove sono quei fondi di quei sindaci che hanno pagato? E soprattutto la Regione dove sta? Sia con Caldoro che con la nuova giunta che ancora deve insediarsi, non abbiamo avuto mai risposte concrete e intanto queste donne non sanno più come mantenere le proprie famiglie e soffrono di questa triste situazione che dura oramai da due anni, per questo sono chiamati oggi qui in Prefettura.

La Regione Campania ha un debito non solo con le cooperative della provincia di Salerno, ma con tutte le cooperative di assistenza domiciliare regionali”. Le lavoratrici in questione sono circa 200 soltanto nel Vallo di Diano e una delegazione questa mattina ha partecipato al tavolo tecnico. “Siamo arrivate alla disperazione, non ne possiamo più, perché nel frattempo non possiamo sospendere la nostra attività. Ma se le cooperative non ricevono i soldi dai Comuni e dalla Regione, non riescono a pagarci.

Arriviamo ad assistere quasi 7 persone in una giornata e ci rimettiamo persino i soldi della benzina” dichiarano alcune presenti, che concludono: “Non vogliamo più chiacchiere o promesse, siamo stanche, vogliamo soltanto essere pagate ciò che ci tocca. Il nostro non è uno stipendio alto, arriviamo massimo a 600 euro al mese”. Oggi, con l’incontro in Prefettura, è soltanto il primo passo verso un obiettivo comune, che riguarda tutta la Regione. “Proponiamo lo sciopero indeterminato se non otterremo risposte concrete entro tempi brevi”, conclude la Buono.

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