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Salerno è una città per chi si sposta in bicicletta? – LE FOTO

Inchiesta sulla situazione cittadina legata alla mobilità su bicicletta, negli ultimi anni sempre più salernitani si muovono in bici, la città è predisposta? Cosa serve? Come e dove intervenire?

Federica D'Ambro


L’Italia ha confermato al G7 di Bologna il suo interesse e il suo impegno per gli accordi sul clima di Parigi per combattere il riscaldamento globale. Un impegno che l’Italia può mantenere avendo tutte le risorse per farlo, essendo una penisola capace di sfruttare il vento e il sole, trasformando nuove fonti di energia in rinnovabili. Paesi europei come Danimarca, Germania e Olanda, sono all’avanguardia per quanto riguarda le energie rinnovabili. Ma l’accordo di Parigi non riguarda solo le possibilità di sfruttare il vento, ma anche quelle di concedersi un’agricoltura diversa, puntando ad avere un’alimentazione più vegetariana, combattendo le maxi industrie del settore della carne. Ma ancora, oltre all’alimentazione, quello che potremmo fare per l’ambiente, di immediato, è la riduzione del CO2 nell’aria, magari evitando di utilizzare quotidianamente l’auto e favorendo altri mezzi pubblici come gli autobus elettrici o le biciclette. Per garantire una salvezza all’ambiente, ovviamente, il singolo deve fare la sua parte. In Italia molti comuni sono già orientati verso la salvaguardia dell’ecosistema mondiale, realizzando nuove piste ciclabili, acquistando nuovi mezzi elettrici e favorendo la raccolta differenziata degli alimenti.

A Salerno, negli ultimi anni, sono raddoppiate il numero delle persone che preferisce spostarsi in bici o a piedi. Su cinque cittadini almeno tre hanno e utilizzano la bicicletta per spostarsi, per andare a lavoro o semplicemente per fare la spesa. I cittadini si stanno abituando ai cambiamenti e vogliono fare la loro parte, ma la città è pronta a questo cambiamento?
Secondo i dati Istat risalenti al 2015 almeno 45 ciclisti al giorno, in tutta Italia, sono coinvolti in incidenti e i morti in sella a una bici tendono ad aumentare.
Erano i primi di settembre del 2015 quando a Palazzo di Città si tenne l’incontro per gli interventi da effettuare nel corso dell’anno su tutto il territorio cittadino. Al tavolo decisionale sedeva Vincenzo Napoli, allora facente funzioni sindaco. Tra i 45 punti per la città c’era la realizzazione di una pista ciclabile, lunga diversi chilometri, che avrebbe congiunto il centro storico di Salerno alla Zona Orientale.
In città però l’unica presente resta quella su Lungomare Trieste, non rispettata dai pedoni, anche perchè la segnaletica è sbiadita e quasi impossibile da leggere.
Questo non fa arrendere i cittadini salernitani che ogni giorno rischiano la vita. Rischiano andando a lavoro, accompagnando i figli a scuola, andando a fare la spesa. Rischiano pedalando tra le auto in corsa, che il più delle volte non vedono una bicicletta sul lato destro della strada e, entrambi, causando incidenti che potrebbero essere fatali. Entrambi, perchè la colpa non è di nessuno, la colpa non è dell’automobilista che guida dove ha il diritto di camminare e non è del cittadino che predilige camminare in sella. Ma il suo diritto di camminare dov’è? In strada, sul marcia piede? Semplicemente su di una pista ciclabile, a Salerno “invisibile”. L’Italia ha preso parte come Nazione agli accordi di Parigi sul clima. Molti cittadini differenziano, fanno scelte ecologiche e alimentari diverse e ognuno dovrebbe fare la sua parte. A Salerno tre cittadini su cinque hanno deciso di spostarsi in bicicletta. Qual è il dovere del Comune?

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