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L’emergenza ha interrotto la terapia: la storia di dolore di Maurizio

Il 46enne salernitano ha una rara forma di Parkinson, chiede aiuto perchè ha bisogno di ritornare a fare terapia: "Dolori atroci, vi prego fatemi riprendere"

Dal 15 febbraio non fa terapia e senza terapia Maurizio non vive ma sopravvive, è in grandissima difficoltà. E’ la storia di Maurizio Raguso raccontata da Sabino Russo per il quotidiano Il Mattino, oggi in edicola. Una forma rara di Parkinson costringe il 46enne salernitano a delle attività ambulatoriali ospedaliere, delle riabilitazioni per il disturbo funzionale del movimento che sono state interrotte oramai da oltre 30 giorni provocando a Maurizio dei dolori continui e difficili da sopportare. E’ lui stesso, intervistato per il quotidiano Il Mattino, a chiedere di riprendere un percorso terapeutico che faceva al Ruggi d’Aragona e che, con l’emergenza Coronavirus, è stato stoppato dal 12 febbraio.

I muscoli del 46enne rischiano una retrazione, costretto a letto ora non può effettuare le cure efficaci per la sua malattia.

Il lavoro che effettuava Maurizio, come dicono anche gli esperti della patologia, riguarda una riabilitazione che non può mai essere sospesa per evitare atroci sofferenze del paziente, 15 ore settimanali nel laboratorio di analisi del movimento all’interno dell’ospedale di via San Leonardo. Il grido di aiuto di Maurizio attraverso il quotidiano Il Mattino è eloquente e chiede con urgenza la possibilità di riprendere il lavoro interrotto nel presidio ospedaliero di Salerno.

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