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Lavoratori pulizie dell’Unisa, Sinistra Italiana: “Vivono sotto la soglia di povertà”

L'appello di Sinistra Italiana di Salerno, sono 144 i dipendenti del settore impegnati all'Università di Salerno

“Centoquarantaquattro  tra lavoratori e lavoratrici del settore delle pulizie dell’Università di Salerno stanno lottando per i propri diritti da Giugno 2016″. Si legge nella nota di Sinistra Italiana Salerno che parla della vertenza legata proprio ai dipendenti del settore nell’Ateneo salernitano. “Il contratto con una nuova impresa, gestito dalla Fondazione Unisa e non direttamente dall’amministrazione dell’Università, iniziato nel mese di Luglio del 2016, ha peggiorato le loro condizioni salariali e di lavoro, spingendo la maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici a vivere sotto la soglia di povertà.

La maggior parte, composta soprattutto da donne con bambini, guadagna meno di 400 euro per mese, mentre la soglia di povertà relativa, per una famiglia di due membri, è approssimativamente mille euro in Italia. Dopo una lunga mobilitazione, caratterizzata da petizioni pubbliche, riunioni istituzionali, scioperi, un gruppo di lavoratrici ha deciso alcuni giorni fa di incatenarsi ad un edificio del Rettorato, dormendo davanti all’ufficio dell’impresa appaltatrice. Questa condizione è frutto della scelta scellerata da parte dell’amministrazione dell’Università di assegnare la gestione del servizio di pulizia dell’ateneo alla Fondazione Unisa, soggetto ibrido ed opaco,solo in apparenza controllato dagli organi eletti dell’Università,ma in realtà sottomesso alla logica della “gara d’appalto a ribasso”. Come Sinistra Italiana Salerno, partecipiamo e affianchiamo la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori quotidianamente, offrendo loro da oggi supporto logistico e Assistenza Legale gratuita, grazie alla rete dei compagni iscritti,considerando la pulizia del campus un servizio essenziale da garantire agli studenti, ai docenti e ai lavoratori dell’Università, ed allo stesso tempo ritenendo fermamente che il lavoro debba rendere autonomi, autosufficienti e non schiavi, come scritto nel primo articolo della nostra mai applicata Costituzione”. Prosegue la nota: “Per questo riteniamo fondamentale che le condizioni salariali ritornino ad un livello dignitoso. Inoltre, riconoscendo la logica di privatizzazione che ha reso possibile questa condizione, proponiamo che la gestione del servizio di pulizie ritorni nelle mani degli organi accademici dell’Ateneo e che sia data la possibilità alle lavoratrici e ai lavoratori di costituirsi in cooperativa, così da garantire condizioni di vita migliori e trasparenza nella gestione del servizio”.

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