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“Criticità da risolvere subito al Ruggi” sindacati scrivono ai dirigenti

"Servono tamponi affidabili e non test cosiddetti rapidi, troppo spesso poco specifici e sensibili". E problemi anche con DPI

“Le scriventi organizzazioni sindacali pur comprendendo le difficoltà create dall’attuale pandemia ad un sistema sanitario già povero di uomini e di mezzi, tuttavia devono rimarcare alcune criticità che non possono essere più tollerate, chiedendo con urgenza una risposta concreta ai seguenti punti”. Comincia così la nota delle organizzazioni sindacali del Ruggi d’Aragona indirizzata al commissario straordinario dell’azienda ospedaliera universitaria, al Sub Commissario amministrativo, al direttore medico del da Procida e al direttore del dipartimento dell’area critica “Unità di Crisi Aziendale”.

“Effettuazione di controlli seriati, attraverso l’ esecuzione a tutti gli operatori sanitari coinvolti di tamponi orofaringei affidabili, sensibili, specifici e validati a livello internazionale, e non di test cosiddetti”rapidi” che troppo spesso sono poco specifici e poco sensibili, per assicurare la salute dei lavoratori e dei pazienti”. Prosegue la nota:

“La regolare fornitura di tutti i D.P.I. secondo i criteri della più alta prudenza ed affidabilità, per impedire il contagio degli operatori sanitari impegnati nella lotta al Covid-19, senza abbassare il livello e la qualità delle protezioni disponibili per i lavoratori, secondo” il più prudente principio di cautela” così come previsto dal “Protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della Sanità, dei Servizi Socio-Sanitari e Socio Assistenziali in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19” sottoscritto su invito del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri competenti, con le parti sociali, in data 24 Marzo 2020, come “addendum” al precedente e analogo Protocollo , sottoscritto in data 14 Marzo 2020 ed anche in relazione alla “Comunicazione dell’ Unità di Crisi Regionale ex Decreto P.G.R.C., n. 51 del 20/03/2020” inviata alle Aziende Ospedaliere e alle Asl in data 30 Marzo 2020″.

“Conoscere, dettagliatamente, tutti i percorsi sanitari previsti per l’utilizzo del Plesso “Da Procida” in base ai quali è stato qualificato come Ospedale “Covid” della nostra A.O.U.; inoltre, conoscere, nei dettagli, tutti i presidi tecnici, strutturali, logistici, organizzativi, umani e professionali per assicurare una adeguata assistenza e garantire la sicurezza ai pazienti eventualmente ricoverati presso il suddetto Plesso Ospedaliero; infine, conoscere, nei dettagli, l’esito del “collaudo” tecnico che ha certificato l’idoneità del Plesso “Da Procida” come sede di ricovero per pazienti “Covid”, poiché a quanto è dato sapere alle scriventi OO.SS. persistono invece,notevoli carenze strutturali, tecnologiche e organizzative, tali da mettere a repentaglio la salute dei pazienti e la qualità dell’assistenza sanitaria offerta dal personale colà dislocato”.

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