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Barbuti e “la scala d’oro dei funamboli”

"Uno spettacolo che attraversa il suono e il colore, per me sinonimi, due volti o espressioni di una voce interiore" spiega Marco Vecchio

Evento ASALERNO
Stasera, lunedì 31 agosto 2020, alle ore 21.30, in largo Santa Maria dei Barbuti, nel centro storico di Salerno, nell’ambito della Notte dei Barbuti, per la XXXV edizione del “Barbuti Festival”, TeatroCanzone proporrà “La scala d’oro dei funamboli”, con Marco Vecchio (voce) e Pasquale Curcio (chitarra) (ingresso 10 euro www.postoriservato.it).

“Tu che tra le ombre sveli e nascondi, specchio d’argento, ora lontana, ora vicina al mio firmamento – spiega Marco Vecchio – sono i versi del mio Pierrot, una canzone che ho scritto, pensato e dedicato alla luna, la scala d’oro dei funamboli da cui il titolo di questo teatro canzone. Uno spettacolo che attraversa il suono e il colore, per me sinonimi, due volti o espressioni di una voce interiore! C’è una contiguità tra il linguaggio della musica e quello delle immagini, quasi un universo parallelo. Tutto nasce dal desiderio profondo di raccontarsi nel canto fluido dell’arte. Ho sempre pensato che la brama di assoluto o il desiderio di volo, siano in fondo l’essenza di ogni artista, le sue ali invisibili”. La scala d’oro dei funamboli è un viaggio visionario tra suono colore, parola poetica, un lavoro di contaminazione, accompagnato dalla chitarra acustica di Pasquale Curcio, per spingersi nello spazio delle utopie ed incontrare l’abisso delle stelle.

De Angelis - Grafica e stampa

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