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La sanità campana e la grana del commissariamento

La questione del commissario per la Sanità, dopo le dimissioni di Polimeni, continua a tenere banco in Campania

Una spada di Damocle che pende ormai da tempo sulla sanità campana, alle prese con piani di rientro e commissariamento. Lo scorso 21 marzo, un po’ a sorpresa, si era dimesso Joseph Polimeni, l’allora commissario incaricato di traghettare la sanità della regione verso la rinascita.
Una remissione del mandato che aveva colto di sorpresa lo stesso ministro della Salute e che ha gettato nell’incertezza la regione Campania. La funzione di commissario è stata affidata pro tempore al suo vice, Claudio D’Amaro, in attesa che ministeri e regione Campania provvedano ad una nuova nomina. E proprio su questo tema negli ultimi giorni è montata una nuova polemica.
Tutto nasce da un’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata del Movimento 5 Stelle Silvia Giordano, nata a Salerno e per questo fortemente legata al territorio. La deputata ha dichiarato di aver sottoposto al ministro della Salute un question time proprio per avere informazioni sui tempi necessari alla nuova nomina, aggiungendo che il timore è di vedere affidare l’incarico al presidente della regione Vincenzo De Luca.

Anche lui noto sul territorio per aver ricoperto l’incarico di sindaco di Salerno. Secondo la deputata Giordano, De Luca non avrebbe i titoli adeguati per svolgere tale incarico; di conseguenza, qualora avvenisse, si tratterebbe secondo la deputata M5S di una nomina di matrice politica. Per la verità nelle scorse settimane anche l’intersindacale della Dirigenza Medica-Veterinaria e Spta, l’insieme delle sigle sindacali del comparto, si era rivolta al ministro Lorenzin richiedendo una nomina rapida del nuovo commissario, onde evitare che la sanità vada incontro ad altre criticità.

Perché il pericolo, senza la nomina di un commissario che prenda in mano la situazione, è anche quello di lasciare in sospeso tante questioni legate alla sanità locale. Dal deficit finanziario alla necessità di servizi sul territorio evitando magari tagli lineari e sovraffollamento negli ospedali, come le cronache recenti ci hanno raccontato. A questo si può affiancare anche il discorso legato all’utilizzo della marijuana in ambito terapeutico, che in Campania è diventato effettivo lo scorso dicembre dopo un lungo iter anche giudiziario; ma che nel concreto non ha ancora avuto modo di essere articolato a fondo, visto che spetta alla sanità locale dover organizzare la diffusione del farmaco sul territorio.

Tanti punti interrogativi che vanno a riflettersi anche sui singoli territori: basti pensare proprio a Salerno, dove pochi mesa fa il commissario alla sanità aveva autorizzato, dopo una lunga attesa, i lavori per sale operatorie, rianimazione e altre zone e reparti dell’ospedale.
Perché se la sanità è commissariata ogni decisione deve necessariamente essere approvata da chi la gestisce, quindi dal commissario stesso. E senza commissario, come da un mese a queste parte, il rischio è che tutto resti bloccato e i cittadini ne paghino le conseguenze.

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