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Insulto razzista al Settembrino, parla Fefè: “che tristezza”

Il giovane atleta brasiliano offeso in campo parla e racconta cosa è accaduto

Federica D'Ambro

“Marocchino di merda” questa la frase che ha suscitato diverse polemiche e portando alla luce una semplice gara di Prima Categoria, giocata al Settembrino di Fratte tra l’Audax e la Virtus Picentini, quando uno dei calciatori è stato offeso per il colore della sua pelle.
La vittima di queste parole è Fernando Bosco, chiamato da molti “Fèfè”, un giovane atleta di nazionalità brasiliana, oramai salernitano da molti anni.

“La partita, agonisticamente parlando, era molto combattuta,- ha dichiarato Fernando- noi dell’Audax eravamo rimasti in 10 già dal primo tempo, la squadra avversaria evidentemente si voleva accontentare del pareggio, tanto da essere palese la perdita di tempo dei giocatori in campo. La tensione era tanta, quando ho cercato di richiamare un giocatore avversario per il tempo che stava perdendo per effettuare una rimessa laterale”.

Da quì la frase “Marocchino di merda” che ha concluso la partita con una rissa e l’espulsione dal campo di Fernando Bosco.

“Non sono stato io a sentire quelle parole in prima persona -continua Fernando- ma alcuni miei compagni di squadra. Nonostante tutto, a fine partita, c’è stata solidarietà da parte dei dirigenti della Virtus Picentini, dall’intera squadra, e anche dall’avversario che ha pronunciato queste parole.
Personalmente sono rammaricato, non credevo che nel 2015 potesse esistere ancora tale razzismo durante una semplice partita di calcio. Questo sport per me è passione, a prescindere dal colore della mia pelle”.

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Sport1

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