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Isabella Adinolfi: “Da modificare piano rifiuti in Campania”

L'europarlamentare salernitana del movimento 5 stelle si esprime sul problema dei rifiuti

Federica D'Ambro

A parlare è l’europarlamentare del Movimento 5 stelle Isabella Adinolfi, che affronta il problema dei rifiuti della Regione Campania.
“ Come è noto a tutti la vicenda legata agli inceneritori campani è lunga e complessa- scrive in un comunicato Isabella Adinolfi- vicenda alla quale si aggiunge il recente decreto legge 133/2014 (meglio conosciuto come “Sblocca Italia”) che in sostanza immette d’imperio nell’iter decisionale sulla costruzione di impianti di incenerimento rifiuti, accanto alle Regioni, il Governo centrale con possibile estensione del suo potere sostitutivo nell’ipotesi di opposizione da parte degli enti regionali.
Il Governo Renzi nello Sblocca Italia ha elevato gli inceneritori a infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale a tutela della salute e dell’ambiente. Una scelta aberrante e ad oggi anche in integrale antitesi con quanto previsto nel documento emanato ad inizio Agosto dalla Giunta della Regione Campania denominato Indirizzi per l’aggiornamento del Piano Regionale per la gestione dei Rifiuti urbani in Campania.

All’interno di quest’ultimo a pag. 28 si legge che “Ulteriori impianti di termovalorizzazione, così come previsti dal Piano Regionale vigente e indicati nella Sentenza, sarebbero assolutamente eccessivi rispetto al fabbisogno stimato e tali da risultare non giustificabili…”. I recenti dati ISPRA del 2014 sulla raccolta dei rifiuti, allegati alla delibera di Giunta, avallano quest’ultima ipotesi in ragione anche dell’incremento percentuale di raccolta differenziata realizzata nella Regione, al di sopra delle stime ipotizzate in precedenza, e per la diminuzione della quantità di rifiuti prodotti.

Giova ricordare che l’atto approvato ad Agosto dalla Giunta Regionale della Campania non è il nuovo Piano Regionale ma la risposta al Direttore Generale Ambiente della Commissione Europea che il 27/07/2015 ha chiesto alla stessa Regione informazioni, entro il termine di un mese dalla sentenza, in merito ai provvedimenti che l’Italia ha adottato o intende adottare per ottemperare alla sentenza (ricordiamolo: sentenza del 16.7.2015 che ha sanzionato l’Italia al pagamento di 120.000 euro al giorno per ogni giorno di ritardo nell’attuazione delle misure necessarie per conformarsi alla sentenza Commissione/Italia concernente l’attestata violazione della direttiva 2006/12/CE), un piano di azione dettagliato corredato d’un calendario contenente anche le principali scadenze intermedie e dati oggettivi che consentano alla Commissione di stabilire quale sia la capacità residua di trattamento dei rifiuti ancora necessaria in Campania per ciascuna categoria di impianti (discariche, termovalorizzatori e impianti di trattamento dei rifiuti organici).

La posizione della Regione Campania attuale pertanto è solo un punto di inizio. Quanto affermato nel documento di inizio Agosto per essere ufficiale deve essere accluso nell’aggiornamento dell’attuale Piano Regionale dei Rifiuti o in un Nuovo Piano Regionale, facendo valere sin da subito tale posizione in tutte le sedi istituzionali competenti, specie quelle di raccordo con il Governo nazionale, quale la Conferenza Stato-Regione.
Attualmente il piano regionale dei rifiuti prevede la costruzione di inceneritori, compreso quello di Salerno, ed è con questo Piano che la Regione Campania, chiacchiere a parte, si presenta alla Conferenza Stato-Regioni del 9 Settembre. A fine Luglio, in attuazione del decreto legge “Sblocca Italia”, il Governo nazionale avrebbe inviato alle Regioni una bozza di decreto legislativo che prevedrebbe la realizzazione di 12 nuovi inceneritori sul territorio nazionale. Uno di questi dovrebbe essere realizzato anche in Campania.

Tutto ciò rende estremamente confusa l’intera vicenda e di certo assume i contorni di uno stucchevole balletto istituzionale in un rimbalzo continuo di dati, indirizzi e strategie.
Sulla questione campana urge chiarezza in tempi brevissimi su quello che si intende fare senza ambiguità alcuna tra i diversi livelli decisionali.
In ottemperanza alle direttive UE, per la stesura e l’approvazione di un nuovo piano regionale c’ è un iter che prevede necessariamente la preventiva e obbligatoria verifica di sostenibilità ambientale o la Valutazione ambientale strategica (VAS). Nell’ambito della stessa dovranno essere inserite le osservazioni dei soggetti pubblici e privati e delle associazioni ambientaliste, in quanto portatrici di interessi in materia ambientale e di tutela della salute.
Nella finestra temporale che si aprirà al riguardo, se seriamente la Regione Campania intenderà dare seguito ai suoi primi intendimenti, immediata sarà la nostra azione per far sì che la voce dei cittadini assuma centralità e conduca le istituzioni a scelte conseguenti.
Da parte mia adotterò massima vigilanza sulla materia per vagliare se tutti gli sforzi si stiano credibilmente dirigendo verso uno scenario nel quale venga finalmente e definitivamente rimosso lo spettro della costruzione di nuovi impianti di incenerimento, inutili nella gestione complessiva del ciclo dei rifiuti e dannosi per la salute dei cittadini campani”.

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