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Volevano il “controllo” della droga a Sarno, smantellata organizzazione criminale

Al vertice c'era Nicola La Rocca, latitante con l'accusa di omicidio volontario. Tra gli indagati c'è un assistente capo della Polizia del commissariato di Sarno

Federica D'Ambro

 

SALERNO. All’alba il personale della Polizia di Stato appartenente alla Squadra Mobile della Questura di Salerno su delega della Procura della Repubblica di Salerno, Direzione Distrettuale Antimafia, ha eseguito 13 misure cautelari personali relative ad un traffico di sostanze stupefacenti nella zona dell’agro – nocerino sarnese. Inoltre, sono stati eseguiti 4 fermi del P.M. a carico di altrettanti soggetti resisi responsabili di tentata estorsione aggravata e detenzione di armi da fuoco. Rinvenute armi durante le attività di perquisizione. I particolari dell’operazione di Polizia sono stati resi noti  nella mattinata di oggi in una conferenza stampa presso l’Ufficio del Procuratore della Repubblica di Salerno.

Tra gli arresti anche Nicola La Rocca, ricercato per l’omicidio del padre della fidanzata e con ancora 14 anni di carcere da scontare. Sulle spalle una accusa di omicidio volontario, Nicola La Rocca aveva solo 17 anni quando avrebbe ucciso un 48enne ucraino. Già nel 2016 gli inquirenti lavorarono sui collegamenti criminali avviati dall’intera organizzazione, in particolare sul territorio di Sarno, già a febbraio di due anni fa fu predisposta l’accusa di detenzione di armi e droga, aggravata dal metodo mafioso. Inoltre, tra gli indagati c’è un assistente capo della Polizia del commissariato di Sarno, con l’accusa di rivelazione del segreto d’ufficio e favoreggiamento personale.

“Voglio rassicurare i cittadini della provincia di Salerno. – ha dichiarato il Questore Maurizio Ficarra – Spesso mi si chiede cosa bisogna dire ai cittadini? Bisogna dire che in provincia c’è la fortuna di avere una Procura della Repubblica e di Polizia Giudiziaria che incessantemente lavorano per sconfiggere e fronteggiare le organizzazioni criminali. Il ripetersi nell’arco di breve tempo di queste operazioni è la conferma di impegno delle forze dell’ordine. Mi sento, in questo senso, di rassicurare i cittadini salernitani”. 

I DETTAGLI 

Nicola La Rocca, nel corso delle operazioni la Squadra Mobile di Salerno è stato rintracciato, nell’abitazione della fidanzata. E’ stato identificato dalle forze dell’ordine come il capo dell’organizzazione criminale, destinatario dell’ordinanza cautelare, nonché già latitante per un provvedimento di esecuzione della pena di anni 14 conseguente ad una sentenza di condanna per il reato di omicidio commesso quando era ancora minorenne.

Agli indagati sono contestati i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale e porto abusivo in luogo pubblico di armi da sparo, estorsione e riciclaggio. Discorso diverso per l’assistente Capo della Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato di Sarno, sottoposto alla misura interdittiva, per i reati di rivelazione del segreto d’ufficio e favoreggiamento personale.

Nel merito della perquisizione domiciliare presso l’abitazione di Marco Visciardi, uno dei 13 arrestati, sono stati rivenute diverse armi da fuoco:  un fucile d’assalto AKI47 Kalashnikov calibro 7.62; una pistola semiautomatica calibro 9×18 con relativo munizionamento e 107,00 grammi di cocaina; gr. 274,00 di marijuana e gr. 5.100,00 di hashish.

I successivi approfondimenti, coordinati da questa Direzione Distrettuale Antimafia e svolti dal personale della Squadra Mobile di Salerno e del Commissariato di Sarno hanno consentito di accertare che sia le armi che la sostanza stupefacente erano direttamente riconducibili al latitante Nicola La Rocca, il quale aveva il progetto criminale di accaparrarsi il mercato degli stupefacenti nel comprensorio di Sarno e zone limitrofe, avvalendosi della disponibilità di armi, da utilizzare per attentati in fase di programmazione, in evidente contrapposizione con omologhi gruppi delinquenziali già operanti su quello stesso territorio.

Nei giorni scorsi, la Squadra Mobile di Salerno ha eseguito un provvedimento di fermo di quattro indiziati dei reati di tentata estorsione aggravata, di detenzione e porto abusivo in luogo pubblico di arma da sparo e del relativo munizionamento. Il 15 ottobre il GIP del Tribunale di Salerno, a seguito dell’udienza di convalida, ha emesso nei confronti di tutti gli indagati, la misura cautelare della custodia domiciliare.

LA GENESI DEGLI ARRESTI

L’attività d’indagine trova la sua genesi durante uno scontro a fuoco avvenuto lo scorso 5 dicembre 2017, sulla strada litoranea, nell’agro del comune di Eboli, ai danni di un imprenditore del settore ittico, operante nel mercato del pesce di Salerno. Quel giorno, l’imprenditore mentre viaggiava a bordo della propria autovettura, venne raggiunto da diversi colpi di fucile a pallettoni calibro 12. In quel momento, i colpi hanno danneggiato solo l’auto, senza colpire la persona.  Grazie a quell’attentato alla persona, le forze dell’ordine hanno potuto dare il via allo sviluppo investigativo, capendo e verificando il movente dell’azione criminosa: il tentativo di evitare che l’imprenditore acquisisse ulteriori società. L’organizzazione criminale diede mandato a terzi, di compiere un’azione dimostrativa, per far capire all’imprenditore – rimasto insensibile alle “sollecitazioni orali” – che gli sconsigliavano di estendere la sua attività.

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