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Virtus Arechi a valanga sull’Avellino: il derby è salernitano nel segno di Kobe Bryant

E' un derby tutto di marca Virtus Arechi Salerno quello che va in scena al PalaLongo in occasione del diciannovesimo turno del campionato di Serie B Old Wild West. I padroni di casa impongono ad Avellino ritmi forsennati sin dalla palla a due e portano a casa altri due punti preziosissimi atti a consolidare la striscia di imbattibilità interna e la corsa a ritmi folli verso la vetta del campionato.

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E’ un derby tutto di marca Virtus Arechi Salerno quello che va in scena al PalaLongo in occasione del diciannovesimo turno del campionato di Serie B Old Wild West. I padroni di casa impongono ad Avellino ritmi forsennati sin dalla palla a due e portano a casa altri due punti preziosissimi atti a consolidare la striscia di imbattibilità interna e la corsa a ritmi folli verso la vetta del campionato.

Si inizia col tributo dovuto alla memoria di Kobe Bryant in un palasport gremito in ogni ordine di posto che non può, tuttavia, fare affidamento sulla presenza del pubblico irpino, assente forzato per motivi di ordine pubblico: in campo, sin dalle prime battute, il monologo virtussino pare evidente, cortesia dei centri dei vari Leggio e Visnjic, fenomenali nel mettere subito fuori partita Locci, in enorme difficoltà quando si tratta di sostenere la lotta sotto le plance con i lunghi blaugrana.

La Scandone nel primo quarto è solo Marzaioli, letale dai 6.75 ma non in grado giocoforza di nascondere le lacune di un roster evidentemente scaricato nella testa e nel fisico dopo il tour de force con Stella Azzurra, Scauri e Palestrina. Il +15 del primo quarto è una mazzata terrificante per i viaggianti che perdono il filo del discorso ancor più nella seconda frazione di gioco, dominata da una Virtus forte del contributo dei giocatori in uscita dalla panchina.

Sostanza sottocanestro la garantisce Seye – reo nel secondo tempo di qualche fallo di troppo speso quà e là – ma al contempo determinato a far valere la sua stazza contro un Avellino sempre più in apnea. Magistrali anche le prove di Czumbel e Cantone, con il primo ancora una volta positivamente responsabilizzato dallo starting five ed il veterano di Sant’Antimo quanto mai preciso anche dalla lunga distanza. All’intervallo lungo per i “lupi” è già notte fonda (47-23).

La ripresa delle ostilità presenta un copione diverso solo nei primi istanti, con Avellino più convinta delle proprie scelte offensive ma ancora facilmente perforabile in fase di non possesso: il proscenio, di riflesso, lo prendono i vari Diomede e Tortù, il divario si amplia ulteriormente ed al termine del terzo quarto è persino +30 Virtus (73-43).

Gli ultimi dieci minuti di gioco sono puro garbage time con il pubblico salernitano esaltato dal successo ed i giovanissimi della “cantera” elevati al ruolo di protagonisti in campo: sfilano i vari Corvo, Naddeo e Caiazza, questi ultimi autori rispettivamente di 2 e 4 punti, a riprova di una serata semplicemente perfetta per il basket salernitano. 92-59, tutti in piedi per questa Virtus.

Boxscore
VIRTUS ARECHI SALERNO – SCANDONE AVELLINO 92-59 (27-12 ; 20-11 ; 26-20 ; 19-16)

VIRTUS ARECHI SALERNO: Diomede 12, Visnjic 12, Ciribeni 8, Leggio 14, Seye 10, Tortù 11, Cantone 10, Potì ne, Czumbel 9, Corvo 0, Naddeo 2, Caiazza 4. Coach: Benedetto.

SCANDONE AVELLINO: Bianco 6, Marzaioli 12, Ondo Mengue 12, Locci 2, Iovinella 0, Scardino 0, Dushi 10, Cherubini 2, Genovese 3, Del Regno 0, Rajacic 12. Coach: De Gennaro.

Arbitri della gara: Vincenzo Di Martino (Napoli) ; Andrea Mammoli (Perugia)

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