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Vietri sul Mare punto di scambio con l’Isis, si apre indagine a Salerno

Opere d'arte rare in cambio di armi. E' questa l'inchiesta pubblicata dal quotidiano torinese "La Stampa" e il Procuratore Capo di Salerno, Corrado Lembo, ha deciso di vederci chiaro

Federica D'Ambro

“Arte antica in cambio di armi, affari d’oro in Italia per l’asse fra Isis e ’ndrangheta”. Questo è il titolo di un articolo pubblicato sul quotidiano torinese “La Stampa”, scritto dal giornalista Domenico Quirico. Su questo articolo il Procuratore Capo di Salerno, Corrado Lembo, ha deciso di vederci chiaro, aprendo un’inchiesta e dando incarico alla polizia giudiziaria di approfondire la questione. Sul territorio stanno già operando i carabinieri del comando provinciale di Salerno, quelli del ROS e i colleghi della Tutela Patrimonio Culturale di Napoli. S’indaga su Vietri sul Mare, una città a pochi passi dall’autostrada, che sembrerebbe essere punto di scambio perfetto per i calabresi.
Secondo quanto rivelato dal giornalista, solo una testa di una statua razziata in Libia, costa circa 60mila euro. Questi sono gli scambi che vengono fatti tra i calabresi e alcuni trafficanti che fanno parte del sedicente Stato Islamico. Arte in cambio di armi. Come rivela il quotidiano Metropolis si ipotizza che molti manufatti archeologici precedentemente rubati tra Medioriente e Africa Settentrionale, specie in Iraq, Siria, Libano ed Egitto, vengano venduti e acquistati proprio in un noto albergo di Vietri.

Il giornalista Domenico Quirico ha deciso di incontrare, sotto falsa identità, alcuni trafficanti, facendogli credere di essere un acquirente di opere d’arte rare. Questo virgolettato è un estratto del suo articolo e del discorso affrontato in un noto albergo di Vietri sul Mare.

“Da dove viene questa testa? Questa viene dalla Libia. Armi in cambio di statue, anfore, urne: funziona così… Il materiale arriva a Gioia Tauro, una volta era qui a Napoli, poi qualcosa è cambiato. Adesso ci sono problemi, tanti problemi con questi migranti di merda, il mare della Libia è pieno di flotte, controlli, polizie. Volete reperti del Medio Oriente? Ci sono anche quelli ma i prezzi sono molto molto più cari e dovreste andare a trattare direttamente a Gioia Tauro… E non ve lo consiglio”.
Il giornalista sarà ascoltato dagli inquirenti nei prossimi giorni.

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