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Video in pedalò per Salvini diventa virale, parla Lamin

L'INTERVISTA - "Non volevo offendere nessuno, porterò sempre rispetto all'Italia e a Salerno che mi ha ospitato"

Federica D'Ambro

Ha viaggiato per circa due anni per poter prendere un gommone e andare alla ricerca di un futuro dignitoso. Lamin Ceesay è arrivato poco più che 18enne a Salerno, allora considerato il “porto della speranza”. Da quel momento ne ha fatta di strada, iniziando proprio a Salerno una nuova vita. In poco più di 365 giorni Lamin, dal nostro ultimo incontro, di strada ne ha fatta. Ha preso per mano il suo sogno, quello di diventare un rapper, ed ha iniziato ad incidere, solo grazie alla sua voce, il suo microfono e gli amici “nigga” che si vedono ogni volta al suo fianco nei suoi video. Sono rime provocatorie quelle di Lamin, parole che non vanno prese alla leggera, vanno ascoltate e capite, parole scritte a penna che risuonano come uno sfogo contro quello che ogni giorno accade intorno a lui. Rime che non sono passate inosservate ai tanti commentatori del web che lo hanno insultato e, alle volte, minacciato anche di morte.

“Mi sono sentito dire di tutto, addirittura minacciato di morte – ci ha raccontato Lamin, subito dopo l’uscita della prima canzone “Fascisti di merda” – Penso che la situazione oggi sia triste, con quello che sta accadendo. Mi aspettavo commenti negativi, se voglio mettermi in gioco me lo devo aspettare. Quello che voglio chiarire è che io non sono sempre la persona che appare nei video, quella è musica, io sono anche altro”.

Ed è proprio tramite un video che ha fatto il giro dell’Italia.”Era per sdrammatizzare – ha detto – sulla triste situazione che si vive oggi in Italia”. Il video in questione, riprende Lamin in compagnia di tre amici e un pedalò a Vietri sul Mare. Una battuta “Guarda Matteo stiamo tornando a casa nostra”, a molti è parsa come un’offesa.

Era un video ironico, una battuta uscita spontanea, inerente agli sbarchi e la vicenda della nave Diciotti, e alla gestione del governo con Matteo Salvini – ha detto Lamin –  Non volevamo offendere nessuno, tantomeno milioni di italiani. Chi mi conosce lo sa, io porto e porterò sempre rispetto al paese e alla città che mi ha ospitato. Salerno mi ha permesso di integrarmi, non vedo il motivo per cui devo insultare persone che devo ringraziare”.

In meno di 24 ore Facebook, a causa delle continue segnalazioni, ha bloccato entrambi i profili personali del giovane.

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