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Ventura: “Ho voglia feroce, voglio far riempire l’Arechi”

Programmata alle 11:30 la conferenza stampa del neo tecnico granata Gian Piero Ventura, nella sala del centro sportivo Mary Rosy dove i granata effettueranno la seduta pomeridiana, prevista anche nella giornata di domani dopo le visite mediche, ancora una volta, in mattinata con i nuovi arrivati in città. L’arrivo del mister alle 12:00 accompagnato dal direttore sportivo Angelo Mariano Fabiani, prima di entrare in sala stampa i due hanno parlato all’esterno della struttura allestita nel centro sportivo.

“La stagione precedente ci ha consegnato un risultato non idoneo alla squadra, ma noi impariamo dalle esperienze – ha esordito il co-proprietario della Salernitana, Claudio Lotito – perchè Ventura? Perchè è un uomo di calcio e non di pallone, sicuramente potrà favorire la crescita di tanti giocatori che hanno le potenzialità ma poi non trovano conferma sul campo perchè magari vengono male impiegati, perchè magari chi li dirige non ha la prospettiva sul futuro, lui li mette in condizione di potersi esprimere al 100 per cento. L’investitura di Ventura non ha intermediari, il nostro rapporto poi viene da lontano – ha precisato Lotito – partiamo dal mister perchè è di qualità, fa sistema, perchè senza l’aiuto di tutti non si arriva da nessuna parte. Vogliamo partire con la logica del sistema, l’apporto di tutti, dobbiamo remare tutti dalla stessa parte per ottenere il risultato che tutti auspichiamo e che purtroppo ad oggi non è mai avvenuto”.

“Torno finalmente a fare quello che ho sempre fatto – ha esordito Gian Piero Ventura – ho voglia, rabbia, determinazione, quale piazza migliore per ricominciare, Salerno per me è l’Arechi, quando prima della partita lo stadio è già stracolmo. Nel momento in cui riuscirò a fare con i fatti e non con le parole quello che ho sempre fatto io rivedrò quell’Arechi pieno. La voglia è quella di dare una anima a un pubblico che pretende di ricordare la sua storia, voglio essere ricordato per quello che ha riportato 35mila persone all’Arechi, ridare ai giocatori l’orgoglio di indossare la maglia granata”.

Lotito sui programmi: “Il nostro intento è raggiungere i vertici del campionato. La squadra non sarà allestita a casa, avremo squadra funzionale per gli obiettivi, se uno poi viene all’Arechi a svernare o senza motivazioni giuste qui all’Arechi non ci può stare”.

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Ventura sul suo riscatto: “Lotito ha parlato di giocatori con personalità, quando prendemmo Darmian dalla primavera del Palermo dopo 4 anni lo abbiamo dato al Manchester United, bisognava capire se aveva o meno potenzialità, come accaduto con altri. Io pensavo avesse potenzialità, molti hanno fatto una scelta legata al lavoro. Non dobbiamo prendere giocatori per la piazza ma prendere giocatori per la Salernitana. Qui vado a fare con entusiasmo quello che ho sempre fatto, il vincere è la conseguenza di quello che fai, non può essere sempre obiettivo. Non siamo pronto per partire, mancano almeno 7 o 8 giocatori importanti, non di nome ma di potenzialità, ora non voglio che il presidente si senta male (scherza il tecnico) giocatori importanti per la Salernitana e non solo. Con le parole però non faccio assolutamente niente, sarà determinante la collaborazione della piazza, la volontà del calciatore di mettersi in discussione, il chiacchiericcio da bar non serve. Devi creare i presupposti per vincere, le idee poi non sono sufficienti, è normale che ci vogliono anche i giocatori ma se ci metti voglia feroce di raggiungere gli obiettivi allora ci sono i presupposti. Per me sì, sarà l’anno zero. La Nazionale? Due sconfitte hanno cancellato 34 anni di lavoro ma io vi anticipo me li riprenderò”.

Lotito sull’intervista rilasciata da Colantuono: “Non so cosa ha detto, so cosa ha detto a me che sono due cose diverse”.

“Mi auguro di avere quanti più calciatori validi possibili, è chiaro – ha detto Ventura – mi è stato detto che entro il 18 luglio la squadra potrebbe essere già a buon punto. Non per essere presuntuoso ma già mi sono arrivati tantissimi messaggi di chi si propone, quindi, bisogna scegliere calciatori giusti. Occorrono giocatori che abbiano potenzialità per sviluppare calcio, poi sta al tecnico far credere nelle capacità. Andiamo a cercare giocatori che possono anche creare qualcosa, ad esempio il Benevento è una squadra fatta per vincere il campionato e ci è andato vicino. Ora con l’annata che ha fatto la Salernitana è evidente che devi cambiare, non tanto per il valore ma per la negatività creata, bisogna ripartire, un pezzo alla volta e con raziocinio. Il mio stipendio non è di natura economica ma è il campo, io vivo di questo, di adrenalina. La Salernitana non è un salto indietro ma potrebbe essere un grande salto in avanti. Modulo? Cambiavo e ho cambiato per adattarmi anche alle caratteristiche dei calciatori. A Cagliari ho vinto il campionato giocando in maniera completamente diversa rispetto a quanto ho vinto con Lecce e Torino. Probabilmente giocheremo a tre dietro, 3-5-2, 3-4-3, si può fare di tutto in base a ciò che si ha”.

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