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Un’altra preparazione, un altro ritiro: sarà la sosta più lunga dal dopo guerra

Ogni atleta ha ricevuto dal proprio club un programma di training personalizzato, come riparte il calcio e come ripartiranno i granata

Luca Viscido

Da ormai quasi un mese il mondo del calcio e non solo è fermo per l’emergenza relativa al COVID-19. Diverse federazioni sportive, tra cui quella pertinente al rugby hanno già deciso di considerare tale stagione conclusa. Si ferma anche il basket, per ora con i campionati regionali dalla C Gold in poi. Per quanto concerne il calcio invece al momento la situazione è tutta in divenire.

La priorità da parte del presidente della Figc Gravina è quella di concludere comunque i campionati anche se si dovesse sforare il termine del 30 giugno. Detto ciò, si tornerebbe in campo (inizio metà maggio?) dopo una pausa lunghissima, di oltre due mesi se non addirittura qualcosa in più. Qualora il pallone dovesse tornare ad essere il protagonista sui campi da gioco porterebbe tale interruzione ad essere uno dei periodi più lunghi che si siano mai registrati dal dopoguerra ai giorni attuali, con la netta differenza che il calcio non è più come quello di una volta ed il numero dei match stagionali è aumentato esponenzialmente.

Allo stato attuale con divieti e restrizioni i calciatori possono fare ben poco sia a livello tecnico che atletico. Ogni società ha inviato attraverso i rispettivi preparatori atletici un programma che ogni giocatore deve eseguire, ovviamente nei limiti del possibile, per cercare di non perdere completamente la forma acquisita precedentemente. La ripresa del calcio giocato imporrà necessariamente da parte di tutte le squadre un mini ritiro, questa volta ancor più curato e dettagliato rispetto a quello svolto normalmente da ogni team in estate, giacché inizieranno i primi caldi e la preparazione avrà un peso specifico ancor più rilevante per ogni singolo atleta.

Oltre a recuperare la forma fisica, ogni calciatore dovrà riacquistare prima di tutto la tonicità muscolare. Dopo numerosi giorni senza allenamento viene persa rapidamente e di conseguenza dovrà essere riacquistata attraverso un esercizio continuo e prolungato. Importante e non di poco conto è l’attenta valutazione relativa anche alla prossima stagione. Nel caso che i campionati si definissero a fine giugno, già una ventina di giorni dopo i calciatori dovrebbero essere di nuovo in campo per iniziare un altro ritiro precampionato. Tutto ciò impone un’attenta riflessione, sia da parte delle istituzioni, sia di ogni singolo club, per non mutare ancor di più la prassi del calcio italiano.

Intanto oggi la Uefa ha dato una indicazione ben precisa, ovvero l’obiettivo primario sarà quello di far terminare i campionati in corso. La federazione internazionale, infatti, vorrebbe per quanto possibile far terminare le stagioni 2019-20 di tutti i campionati. Successivamente sarà il turno di coppe nel mese di luglio e agosto. Bisognerà però fare i conti con la “lunghezza” della B, altre 10 gare aspettano i granata, senza contare i playoff con formula che potrebbe essere rivista anche per accorciare i tempi, come già ampiamente discusso.

Per tornare alla voce “allenamenti”, risulta difficile anche fare programmi ma c’è chi si sta attivando in tutti i modi. E’ l’esempio del Tottenham, lo special one sta effettuando delle vere e proprie sedute in conferenze call. Alcune società, invece, stanno già preparando programmi per fine aprile, ovviamente il lavoro che andranno a fare gli uomini di Ventura sarà tutto orientato sulle decisioni prese dalla Lega di B sul proseguo del campionato, sulle gare da effettuare e in quante settimane.

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