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Una Salerno senza barriere e un porta a porta vecchia maniera, Gianluca Memoli torna a candidarsi al Consiglio Comunale

“In direzione ostinata e contraria” come cantava De André e come ha concretizzato Don Gallo, prete degli ultimi di Genova: Memoli prende spunto ed esempio da loro per programmare una Salerno dell’impegno, dove fare politica vuol dire prima di tutto ascoltare e comprendere, e nella quale, per l’affermazione dei diritti, bisogna partire dagli ultimi, non solo disabili e anziani.

Ha deciso di candidarsi nuovamente perché sente il bisogno di contribuire alla costruzione di una città accessibile a tutti, senza barriere, che segni il ritorno alla socialità. Lo farà anche attraverso una campagna elettorale semplice, fatta di pochi comizi e pochi incontri (on line) durante i quali più che parlare darà ascolto alle esigenze degli altri. A sostenerlo, in questa nuova e avvincente corsa, “solo” una squadra di amici pronti a spingerlo in salita: alle spalle nessun grande investimento in termini di manifesti, pubblicità o altro. La sua voglia di comunicare percorre un doppio binario: da una parte i social, i mezzi specchio del tempo, dall’altra i metodi tradizionali: scriverà una lettera che imbucherà a tutti iniziando dal suo quartiere.

Gianluca Memoli è tra i candidati del Consiglio Comunale

“In direzione ostinata e contraria” come cantava De André e come ha concretizzato Don Gallo, prete degli ultimi di Genova: Memoli prende spunto ed esempio da loro per programmare una Salerno dell’impegno, dove fare politica vuol dire prima di tutto ascoltare e comprendere, e nella quale, per l’affermazione dei diritti, bisogna partire dagli ultimi, non solo disabili e anziani. Ed è per questo che, nella piena convinzione che serva una svolta culturale, durante il tempo che lo condurrà al voto, ha deciso di mettersi nei panni degli altri, perché per capire le esigenze di ognuno bisogna avere la capacità di cambiare punto di vista.

«Così si può fare politica senza interessi. Tutte le persone con disabilità della mia città devono rientrare in un progetto di vita indipendente. È il mio primo obiettivo», esordisce Memoli, costretto sulla sedia a rotelle da 17 anni per via di un brutto incidente stradale. Una condizione che per lui non è un limite, ma uno status che gli consente di guardare alla vita, semplicemente, da un’altra prospettiva.

«Tornare a mettermi in gioco non è stata una scelta facile, ma maturata con il desiderio di investire il mio tempo, le mie idee e le mie passioni a favore delle nuove generazioni, dei ragazzi sfiduciati dalla politica. Non ho aspirazioni o interessi personali ma solo voglia di rappresentare tutti quelli che non hanno voce e che invece meriterebbero di essere ascoltati. Ogni volta che chiedo dov’è il bagno, a patto che ci sia, mi rispondono che “quello degli handicappati è lì” e nel 2021 non è una risposta accettabile. Quando parlo di città accessibile intendo progettare e realizzare aree adeguate alle esigenze di tutti, in cui esistano aree ricreative, di svago, di accoglienza con logistiche differenti…una Salerno “invidiabile”».

Dopo la sua prima esperienza di successo nel 2011, quando a 28 anni entrò nel Consiglio Comunale a Palazzo di Città, Memoli è diventato un riferimento tramite l’info point turistico online un portale turistico che era la fotografia dell’accessibilità a Salerno. Turisti non vedenti, ipovedenti, non udenti, carrozzati, con disabilità motoria deambulanti, celiaci e con allergie alimentari potevano consultarla e sapere dove mangiare, dove erano presenti servizi igienici, dove alloggiare e cosa poter visitare.

Contemporaneamente ha cercato di impegnarsi al meglio per risolvere i problemi dei residenti disabili accogliendo i disservizi sul tema delle barriere architettoniche, sia dal punto di vista tecnico sia sociale. Il tutto senza tralasciare quella che è la reale funzione del consigliere e cioè accogliere le segnalazioni dei cittadini in materia di verde pubblico, pubblica illuminazione, strade, marciapiedi, sottopassi, impianti sportivi comunali, scuole.

L’attaccamento viscerale a Salerno e la sua vicinanza ai giovani lo hanno portato a percepire le loro esigenze fino a co fondare un contenitore hip hop dove da cui prendeva forma la più grande kermesse giovanile che la città ricordi e soprattutto gratuita al 100%: “Basket in the street”. Nel cuore della zona orientale, Mariconda, nasceva nel 2013 un torneo di basket 3vs3 sull’unico campetto di basket (playground) rigenerato, riqualificato e intitolato Street Camp Giacinto De Divitiis, per poi trasferirsi nel pieno centro cittadino e diventare Bits Festival: basket, minibasket, BMX, skateboard, roller, breakdance, graffiti e rap in scena per cinque giorni nel mese di luglio.

L’evento manca e potrebbe essere tra i punti da snocciolare, insieme all’idea di realizzare un campo polivalente per gli sport di contatto in ogni quartiere. La musica, lo sport e l’arte devono essere accessibili a tutti, come il mare: un posto senza barriere che profuma di libertà.

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