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Ucciso alle Fornelle, arrestato il fidanzato della figlia

Eugenio De Marco colpito da Luca Gentile con due fendenti al dorso e al torace, i Carabinieri stringono il cerchio in una nottata

Federica D'Ambro

Luce accesa in casa e nessuna risposta. É scattato così l’allarme che ieri sera ha consentito di ritrovare il cadavere di Eugenio Tura De Marco, 60enne carrozziere ucciso dal fidanzato della figlia per futili motivi. Dopo l’allarme, sul posto é intervenuta una pattuglia della Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Salerno. Mentre i militari tentavano di forzare la porta di ingresso per accedere all’appartamento, la figlia dell’uomo è salita su una grata presente sotto una finestra dell’abitazione, una volta rotto il vetro si è introdotta nell’appartamento aprendo la porta ai militari.
Entrati nell’alloggio, i Carabinieri hanno rinvenuto l’uomo riverso, privo di vita, nei pressi della porta di ingresso del soggiorno.
Sul posto personale del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale, la Sezione Investigazioni Scientifiche dello stesso reparto e il PM di turno presso la Procura di Salerno. Il sopralluogo, curato dalla Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo, ha consentito di contestualizzare ed analizzare l’ambiente della casa; il poco sangue presente vicino al cadavere ha fatto dapprima ipotizzare la compatibilità del decesso con un malore improvviso e una conseguente caduta, in cui l’uomo avrebbe potuto battere il capo sullo stipite della porta del soggiorno.
Giunto sul posto anche il medico legale, è stata svolta l’esame esterno sul cadavere dell’uomo, nel corso del quale sono state rilevate due profonde ferite da taglio, al torace e sul dorso, con significativi versamenti ematici di cui erano intrisi gli abiti indossati.
A seguito dell’evidenza, che non lasciava dubbi sull’evento delittuoso, le investigazioni, condotte congiuntamente da Nucleo Investigativo, dal Nor della Compagnia di Salerno e dalla Stazione di Salerno-Principale, coordinate sul posto dal Pubblico Ministero, hanno consentito in breve di stringere il cerchio sul responsabile.
Dopo la scoperta del cadavere, il fidanzato della figlia della vittima aveva accusato un improvviso malore, che lo aveva costretto a ricorrere alle cure sanitarie presso il locale pronto soccorso. Ascoltato come persona informata sui fatti, il giovane ha fornito una versione circa la propria presenza durante la giornata presso la casa della vittima; una versione che, date le circostanze di tempo e altri riscontri raccolti dagli inquirenti, è subito apparsa non convincente. Sui suoi abiti, inoltre, sono state rilevate evidenti tracce di sangue, compatibili con l’azione delittuosa e gli stessi sono stati pertanto sottoposti a sequestro.
Risultando significativi elementi di colpevolezza a suo carico, il 22enne Luca Gentile è stato sottoposto nelle prime ore della mattinata odierna a fermo di indiziato di delitto emesso nella stessa nottata dal pubblico ministero, perché ritenuto responsabile di omicidio volontario.
A seguito dell’avvenuto fermo, il giovane ha reso piena confessione, confermando la ricostruzione dei fatti secondo la quale il giovane si era recato presso l’abitazione della vittima e, al termine dell’ennesima discussione, lo aveva colpito mortalmente al torace e alla schiena con due fendenti. Il fermato ha specificato anche che l’omicidio era maturato per motivi dovuti a forti contrasti personali e caratteriali sorti da tempo con la vittima.
Dopo le formalità di rito, Luca Gentile è stato condotto alla casa circondariale di Salerno, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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