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“U pallon è ciucculat”

Lanci lunghi e touche alla rugby, i due "pivot" ma Colantuono vuole un altro gioco..

“Colantuò.. u pallon è ciucculat..”

Urla, dalla parte superiore della Curva Sud Siberiano, un signore che ha superato i 60, in una mano stringe la fanzina distribuita prima della gara, dall’altra una sciarpa di lana che ha tolto nonostante le raffiche di vento. Agitato e arrabbiato però sì, il messaggio è chiaro, forse anche allo stesso Colantuono che alza lo sguardo prima di continuare a parlare con Di Tacchio raggiungendo il tunnel che porta agli spogliatoi. E’ finita così Salernitana-Ascoli, mentre il calendario ti presenta l’appuntamento al sabato dove la Salernitana è chiamata a farsi bella. Non è mai troppo presto per essere scontenti, anche dopo Padova e quei tre punti che adesso sono sacrosanti in via Allende. Lanci lunghi, unico schema, con quelle touche come nel rugby dove i granata si affidano ai centimetri e alla fortuna. Vive di episodi questa squadra, nel bene e nel male, tant’è che la partita si è subito messa sotto con un gran destro di Ninkovic. Lo ha spiegato anche Colantuono, difficile ripartire,  i bianconeri a pressare alti e la Salernitana con la voglia di rimontare davanti al suo pubblico ha cercato la strada più veloce, palla avanti e “vediamo che succede”. Semplicistico, eppure, per più di 60 minuti questa la sceneggiatura già vista, con l’aggravante degli stessi movimenti lì davanti e pochi spazi per la fantasia, poche palle da prendere e andarsi a prendere con il DiGe ancora in debito di giocate. Urgerà riflessione in settimana tra tecnico e squadra, un piano b per quando ti vengono a pressare alti e far muovere palla a terra diventa più complesso. Oltre a questo i granata dovranno ritrovare anche una condizione migliore, in particolare nei suoi uomini chiave, su tutti Jallow e Di Gennaro, il primo troppo “affamato” ha quasi calpestato Bocalon in più di una occasione, la voglia di incidere per carità è tutta oro per i tifosi ma non sempre per il risultato. Che poi sì, tanto semplice quanto complesso, ora c’è il Verona ma in fondo: il calcio è cioccolata.

Sport1

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