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#TreCose.. ma che storia è questa?

Quelli di Parma dicono che tra il centro e Lubiana, un quartiere leggermente ad est, ci "passi" il mondo. Lì dove c'è il Tardini, ieri sera, probabilmente c'è davvero passato tutto..

Marco Rarità

Quelli di Parma dicono che tra il centro e Lubiana, un quartiere leggermente ad est, ci “passi” il mondo. Lì dove c’è il Tardini, ieri sera, probabilmente c’è davvero passato tutto. Parte male e si mette peggio, con il centrocampo più lento del Regionale che parte da Cosenza e attraversa il Cilento. Ninna nanna Boris e ritardi strutturali, dietro ci dimentichiamo di difendere: il Parma avanti di due senza neanche sapere come.

Bollini in panchina: “Questa la salviamo”, e mette dentro uno che Parma la conosce. Mattia era ancora un bagaj, come si dice dalle sue parti, quando arrivò oltre il torrente, era il Parma di Crespo, Giovinco, Palladino e Pellè. Chissà se ci ha pensato quando ha piazzato di interno il “giocattolo” nell’angolo alto davanti a 700 cuori granata.

Intanto là davanti due facce diverse, il doge non c’è, il puntero sì. Parte come uno stallone al galoppo, signori questo a volte calcerà anche con le ciabatte ma almeno si danna. Vitale dietro non ci vuole stare, come un cavaliere si spoglia delle armature più pesanti e comincia a dar fiato ai piedi. Il Tardini è muto quanto esplode il settore, come una calamita, si porta tutto dentro e fortunatamente la porta è proprio lì dove ci serve, dove ci sono loro. E la riprendiamo come lo struscio a Capodanno, bello sì ma.. che storia è questa?

 

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