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#TreCose | Choke e la sindrome di Calimero

Marco Rarità

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Più irruento di Trump quando twitta su tematiche ambientali, Memolla sulla bandierina del calcio d’angolo non accompagna ma spinge, fattore imponderabile.

In Inghilterra lo chiamano “choke”, spesso riferito al “braccino” del tennis, quella paura di sbagliare. Letteralmente significa soffocare, quando Gregucci toglie Rosina per Odjer non è una scelta di copertura tattica, si è immerso completamente nell’Oceano Pacifico e ha una bombola con 10 secondi di autonomia, contro i granata però non giocava mica Aguero.

Strana sindrome quella delle ultime ore, quel vittimismo alla Calimero, chissà da cosa nasce la voglia di addossarsi le colpe che in realtà sono da ricercare altrove. Così nascono ragionamenti fantasiosi sui tifosi “lontani” dalla squadra e il necessario riavvicinamento, della serie “salviamola noi”. Fantasie di primavera, la squadra però si fa ad agosto, contro le mortificazioni non esistono alibi e quella dei tifosi adesso sì, si chiama legittima difesa.

Sport1

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