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Traffico di droga, da Salerno alla provincia: una lotta continua sul potere

Dal capoluogo a Vietri, passando per Cava de'Tirreni e Mercato San Severino: una lunga rete con diversi filtri sul traffico

“Le attività delinquenziali più diffuse nella provincia sono il traffico e lo spaccio di stupefacenti, che vengono approvvigionati da fornitori provenienti prevalentemente dall’hinterland partenopeo”. Non è una novità ma emerge anche questo dalla relazione Dia che si occupa della criminalità organizzata in provincia di Salerno. Nel dettaglio l’Antimafia rivela che sono state comunque scoperte coltivazioni, ancorché non particolarmente estese, di marijuana, destinata al mercato locale. Scendendo nel dettaglio delle dinamiche che interessano il Capoluogo, si segnala ancora l’operatività dello storico sodalizio D’AGOSTINO, che ha retto al tentativo di “scalata”, alcuni anni or sono, da parte di gruppi composti
anche da giovani leve, che volevano approfittare dello stato di detenzione in regime ex art. 41 bis o.p. del capo clan.

La recente scarcerazione di soggetti dall’indiscusso profilo criminale, unitamente alla presenza di nuove leve delinquenziali prive di scrupoli, avrebbe riacceso i contrasti per affermare la leadership criminale in alcune zone cittadine, dove gestire il traffico di stupefacenti, l’usura, le rapine e le estorsioni. Il comune di Vietri sul Mare era considerato, fino a qualche tempo fa, immune da fenomeni di infiltrazioni criminali, sebbene già nel 2008 si fosse registrata un’improvvisa escalation di atti criminali. Va letto tuttavia con attenzione l’episodio avvenuto il 18 agosto 2018, quando è stata danneggiata una barberia, condotta da un pregiudicato: la dinamica dell’evento non può far escludere che si sia trattato di un tentativo di intimidazione posto in essere da esponenti di organizzazioni criminali.

Nel comune di Cava de’ Tirreni, posto nell’immediato entroterra della costiera amalfitana e confinante con i comuni dell’agro Nocerino-Sarnese, ad alta densità criminale, le evidenze investigative confermano l’influenza dello storico clan BISOGNO, dedito prevalentemente alle estorsioni, all’usura e al traffico di stupefacenti. Proprio in tale ultima attività delittuosa risulta particolarmente attivo anche il citato gruppo ZULLO, articolazione del clan BISOGNO, oggetto di un’indagine (operazione “Hyppocampus”) che, il 13 settembre 2018, ha permesso alla DIA di Salerno, con l’ausilio della Polizia di Stato e dell’Arma dei carabinieri, di eseguire un provvedimento cautelare nei confronti del capo del gruppo e di altri 13 soggetti, responsabili di associazione di tipo camorristico, usura ed estorsione.

Nel medesimo contesto investigativo, il 27 settembre e l’8 ottobre, ancora la DIA di Salerno ha eseguito due decreti di sequestro preventivo, emessi dal GIP presso il Tribunale di Salerno, sottoponendo a sequestro tre società, con sede legale ed operativa a Cava de’ Tirreni, riconducibili ad uno degli indagati.

L’area di Mercato San Severino, uno dei comuni della Valle Dell’Irno, vede l’attuale operatività di una consorteria facente capo alla famiglia DESIDERIO, originaria di Pagani. A Mercato San Severino opera anche la famiglia CIRILLO. A Baronissi, Fisciano e Lancusi ha operato per diversi anni il clan FORTE, il cui capo è collaboratore di giustizia, ed è attivo il clan GENOVESE, dedito alle estorsioni, alle rapine ed all’usura, operativo nei comuni dove insistono importanti insediamenti commerciali. Nel recente passato i gruppi CIRILLO e FORTE sono stati significativamente colpiti sotto il profilo patrimoniale.

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