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Traffico di armi ed elicotteri all’Isis, indagini anche su Salerno

Nelle ultime ore la Guardia di Finanza ha emesso quattro provvedimenti di fermo a carico dell’amministratore delegato di una società romana, una coppia di napoletani e di un libico, ancora irreperibile

Federica D'Ambro

Il Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Venezia, su ordine della Dda di Napoli, sta eseguendo nelle province di Roma, Napoli, Salerno e L’Aquila il fermo di 4 persone indiziate di traffico internazionale di armi e di materiale ‘dual usè, di produzione straniera.
Eliambulanze trasformate con pochi, facili, accorgimenti in elicotteri militari. Ma anche missili anticarro, missili terra aria e fucili d’assalto. Sono gli articoli venduti ad Iran e Libia, in violazione dell’embargo internazionale, da una società il cui legale rappresentante Andrea Pardi con sede a Roma che commercia elicotteri ad uso civile e che – secondo i finanzieri di Venezia impegnati nell’operazione Italian Job – commerciava in modo occulto anche armi da guerra.
Le indagini, scattate un anno e mezzo fa, hanno portato all’emissione di quattro provvedimenti di fermo a carico dell’amministratore delegato della società, di una coppia di napoletani e di un libico (al momento irreperibile). I due coniugi di San Giorgio a Cremano intrattenevano rapporti con alti funzionari di Iran e Libia e si avvalevano anche di una società loro riconducibile con sede a Panama: l’uomo nel tempo si è anche avvicinato alla fede islamica. Anche un loro figlio risulta indagato. L’indagine, coordinata dai pm Catello Maresca e Luigi Giordano, riguarda un traffico di armi destinate sia ad un gruppo dell’Isis attivo in Libia sia all’Iran. Agli atti dell’inchiesta vi sarebbe anche una foto in cui la coppia è in compagnia dell’ex premier iraniano Ahmadinejad

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