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Torna a Salerno la manifestazione: “Solidarietà piccante, un peperoncino per l’autismo”

Nei fine settimana di ottobre in via Velia, Piazza Mons.Bolognini e al Parco del Mercatello, saranno presenti i volontari dell'associazione per sensibilizzare sul tema dell'autismo

Federica D'Ambro

Per il quinto anno l’Associazione promuove la manifestazione “Solidarietà piccante. Un peperoncino per l’autismo” per sensibilizzare quante più persone possibile sul tema dell’autismo e raccogliere fondi per sostenere l’attività dei Centri di Roma e di Salerno. Saranno presenti volontari, operatorie e genitori dei piccoli in alcune piazze Salernitane: Via Velia- altezza Alcott, Piazza Mons. Bolognini (chiesa del Carmine), Parco del Mercatello. nei week end di ottobre 8-9, 22-23, 29-30.
L’Associazione di volontariato “Una breccia nel muro” è nata nel 2011 con l’intento di fare una breccia nelle barriere che sono intorno ad ogni disabilità, in particolare alle persone con autismo. Opera con un proprio Centro a Salerno (Via Tusciano, angolo via Picenza) e a Roma (Via G. Soria,13) in favore di bambini autistici e delle loro famiglie. Vengono offerti trattamenti comportamentali, fra i pochi ritenuti efficaci dalla comunità scientifica internazionale, a bambini dai 18 mesi ai 12 anni di età con diagnosi di sindrome dello spettro autistico rilasciata da un servizio abilitato di neuropsichiatria infantile. Dopo una valutazione funzionale, i bambini iniziano un trattamento intensivo che prevede anche la formazione e l’inclusione dei genitori. I disturbi dello spettro autistico- autismo e disturbi generalizzati dello sviluppo,DGS- hanno una natura neurobiologica ed esordiscono di regola nei primi anni di vita; sono caratterizzati da compromissione qualitativa delle interazioni sociali e della comunicazione (il linguaggio può essere assente o essere usato in modo anomalo) e da un repartorio limitato, stereotipato e ripetitivo di interessi e di attività. L’autismo limita i bambini nella comunicazione e nella socializzazione con gli adulti e con i pari. Il metodo al quale ci riferiamo prevalentemente è l’Applied Behavior Analysis (in acronimo si trova spesso citato come ABA). Esso è riconosciuto dalla Linea guida nazionale dell’Istituto superiore di sanità come uno fra dei migliori trattamenti specifici per l’autismo. L’intervento permette di far acquisire buone capacità di comunicazione e apprendimento sociale, mitiga o elimina comportamenti disfunzionali e consente di progredire nelle autonomie e nella capacità di gioco. Ai genitori offriamo una formazione e un training adeguati per interagire con il bambino e facilitarne l’apprendimento, oltre che per metterli in grado di gestire i comportamenti problematici che si presentano abbastanza spesso, soprattutto prima che sia iniziato un trattamento efficace. Offriamo loro anche sostegno psicologico. Formiamo, quando possibile, gli insegnanti del bambino in modo da creare intorno a lui una rete educativa coerente che consenta di migliorare significativamente i risultati. Purtroppo l’ABA non è sempre un servizio clinico convenzionato dalle ASL. Le famiglie, per garantire un numero di ore adeguato per il bambino, sono costrette a rivolgersi a centri privati, a volte anche al di sopra delle loro possibilità. Per le famiglie più bisognose, l’Associazione opera in solidarietà. Per poterlo fare, promuoviamo ogni anno iniziative di raccolta fondi – nel mese di ottobre attraverso la campagna “Solidarietà piccante. Un peperoncino per l’autismo” – facendoci aiutare da volontari, dagli operatori e dalle stesse famiglie che portano i bambini in terapia.

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