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Top e Flop, il divano e Renegade

Il buono, il brutto e il cattivo nel match contro il Vicenza

Marco Rarità

A costo di sembrare cafone: Denì, sciacqu’t a sella che a Livorno si cavalca.. Gabionetta.

Capita a tutti di sentirsi la domenica pomeriggio come Sampirisi, appoggiarsi per sbaglio sull’uomo sbagliato, Umberto Renegade non gradisce, sportellata d’altri tempi. Si fa largo come una Hummer in un prato di violette, serve l’assist a Coda con l’arroganza di chi parcheggia in seconda fila anche sotto al Comune.. Eusepi.

“Ma comm’è che è accussì duro?  – Eh, è over, è rigido!  – Pur u schienale, ma è propr accussì o è nu difetto?  – No no, è propr accussì – Eh nun m piac.. l’ammà cagnà stu divano..” Coda.

Sembra uno che ha fatto filone a scuola e fa finta di niente davanti ai genitori.. tutto apposto.. tutto apposto.. Donnarumma.

Signori vi presento questo centrocampista del Novecento, espressione post-moderna del Surrealismo, la follia di Salvador Dalì e l’impatto scenico di Joan Mirò.. Odjer.

Una persona normale si frattura la sesta e la settima costola sinistra e dopo due settimane, al massimo, riesce a difendere il posto letto al San Leonardo. La versione di Domodossola di Franz Anton Beckenbauer.. Bernardini.

 

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