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Studenti salernitani dicono basta: domani scendono in piazza

Tante problematiche legate al mondo della scuola: dagli edifici all'alternanza scuola lavoro. Una lettera indirizzata al sindaco di Salerno

Una lettera, dove vengono tracciate punto per punto tutte le problematiche legate alla scuole, scritta dagli studenti e le studentesse di Salerno della Rete della Conoscenza. Parole indirizzate al sindaco della città di Salerno Vincenzo Napoli, all’assessore alle Politiche Giovanili Mariarita Giordano.


Siamo le studentesse e gli studenti delle scuole di Salerno, di tutta la provincia e dell’università degli studi di Salerno e il 12 ottobre saremo in piazza per….

  • Il diritto allo studio che in questa regione viene continuamente leso e definanaziato, per la decostruzione di questa azienda della scuola che costruisce la sua istruzione a partire dal fattore educativo del precariato.
Nella nostra regione le diseguaglianze sono forti e lo dimostrano i dati sugli studenti e le studentesse iscritti quest’anno a percorsi di formazione nelle scuole superiori di secondo grado: 15 000 in meno. Basterebbe questo per dimostrare che ad oggi un problema sull’accesso ai percorsi formativi esiste, ma è ancor più allarmante se si considera il dato sulla dispersione scolastica: negli ultimi 10 anni circa 23.000 studenti dispersi, negli ultimi 5 il 29,9 % degli studenti e delle studentesse iscritti alle scuole superiori non ha conseguito il diploma (1 su 3). Dallo smantellamento della scuola pubblica ad una condizione lavorativa precaria o di povertà la linea non è troppo marcata, ma le riforme sulla scuola che negli ultimi 30 anni circa hanno reso la formazione una merce da svendere al mercato hanno dimostrato la netta continuità fra il mondo del lavoro e quello dell’istruzione. Il diritto allo studio nella nostra regione e nel nostro ateneo si trova in uno stato emergenziale. – il Diritto all’abitare Il 31 maggio tutte le studentesse e gli studenti delle residenze di Fisciano, Penta e Baronissi saranno costretti a lasciare gli alloggi residenziali per “lasciare spazio” agli atleti che concorreranno alle Universiadi. Un vero e proprio sfratto per una manifestazione sportiva internazionale, rincorsa dalla regione e dal nostro ateneo senza chiarire sin dall’inizio che sarebbero state imposte misure drastiche per tutta la componente studentesca, tenendoci tutte e tutti al di fuori dei processi decisionali e utilizzando la loro volontà politica come escamotage per garantire dei miglioramenti alle strutture attraverso i fondi che arriveranno dall’iniziativa. Questi miglioramenti dovrebbero arrivare da anni e intanto due delle cinque palazzine delle residenze di Penta sono ancora chiuse e nella struttura di Baronissi ancora si reclamano i climatizzatori. Non siamo disposti ad essere vittime sacrificali per accrescere gli interessi della regione e far salire nelle classifiche l’Università degli Studi di Salerno.
  • Scenderemo in piazza il 12 Ottobre per rivendicare un’alternanza scuola-lavoro che sia in linea con tutte le nostre necessità e volontà, lontana dalle dinamiche che ci impone l’industria e lontana dal concetto di flessibilità, un’alternanza che sia reale formazione e mai sfruttamento, che ci insegni e ci aiuti ad acquisire conoscenze reali e non becere competenze.
Rivendichiamo che i nostri diritti siano conosciuti e riconosciuti e per questo riporteremo al centro del dibattito nelle nostre scuole lo Statuto degli studenti e le studentesse in Alternanza inquadrando anche il Codice Etico che sia un punto fisso all’interno dei nostri percorsi e che ci dia la possibilità di fare alternanza all’interno di aziende controllate e che tutelino di riflesso studenti e studentesse, il codice etico deve essere una garanzia contro tutti gli enti che si propongono per i nostri percorsi che vengano analizzati a fondo rispetto a collusioni con criminalità organizzata e rispetto ai rapporti con l’ambiente e tutela dello stesso.
  • Per i nostri edifici che siano realmente a misura di studenti e studentesse, al netto dell’analisi e dell’inchiesta fatta da noi Unione Degli Studenti – Salerno fino ad oggi interpellando i soggetti in formazione di tutta la provincia che riporta una serie di criticità rispetto alla vivibilità dei nostri istituti.
Il 90,5 % delle scuole in Campania è costruito in zone a rischio sismico ma solo 2 su 10 sono costruiti con criteri antisismici. Il 61,2 % delle strutture scolastiche in regione è stata costruito prima del 1974. Il rischio crollo non è più semplicemente un rischio. Nell’anno 2017-2018 sono stati 50 i casi di crollo di scuole in tutto il Paese, 8 solo in Campania: è vera e propria emergenza nella nostra regione, 1 scuola su 2 non rispetta gli adeguamenti antisismici. Il governo regionale e l’Ufficio Scolastico Regionale hanno approvato un piano di finanziamento all’edilizia triennale (2018-2020) di circa 200 milioni,
i casi di crolli nel Salernitano dalla possibile chiusura del “Tasso” di Salerno alla finestra caduta al G.B Vico” di Nocera, passando per il liceo “Alfonso Gatto” di Agropoli rinnovato nella facciata ma senza certificati antisismici si spargono a macchia d’olio poi i casi di scuole che non hanno abbastanza aule per ospitare tutti gli studenti e le studentesse iscritti, dal “Renato Caccioppoli” di Scafati al “Durante” di Frattamaggiore.
Arriveremo in corteo alla Provincia di Salerno e insieme pretenderemo un tavolo di contrattazione sull’edilizia scolastica a cui dovranno partecipare ed essere presenti tutti i rappresentanti d’istituto delle scuole della provincia ( 1 per istituto ) , questo tipo di rivendicazione dovrà garantirci la possibilità di essere ente di interlocuzione rispetto agli interventi di edilizia per cui sono stati finanziati questi 200 milioni di euro.
  • Per la cittadinanza tutta, i disoccupati , i laureati in cerca di lavoro, gli studenti del conservatorio, chi è in percorso di formazione, i lavoratori precari, chi è senza contratto, chi è costretto a scappare, chi non può permetterselo, le loro famiglie, i movimenti sociali, le associazioni, i circoli culturali, le realtà politiche e sindacali .
Perchè giovani che a Salerno concludono gli studi e quelli che sono ancora in formazione sono costretti in condizioni lavorative precarie che, nella maggior parte dei casi, prevedono assunzione a nero e dunque non è possibile, ne è nelle intenzioni delle amministrazioni, conoscere i numeri del lavoro sommerso e della qualità dell’occupazione. L’ispettorato del lavoro non ha a propria disposizione gli strumenti tali per elaborare dei dati utili al fine di indagare e porre rimedio, quindi:
  • Noi chiediamo che all’interno della città venga posto l’accento sul tema della condizione del lavoro giovanile e del lavoro nero e che il comune apra un tavolo di ricerca con tutte le realtà politiche antifasciste della città rispetto a questo nodo molto complesso per trovare a stabilire un’inchiesta e che sia l’inizio di un processo mobilitativo e di costruzione di un’alternativa e che tenga la Rete Della Conoscenza come ente promotore di questa campagna.
  • Rivendichiamo inoltre che il comune di Salerno si assuma la responsabilità di praticare l’antifascismo come da costituzione, per mantenere la città pulita da qualsiasi tipo di pratica, politica e retorica neofascista, firmando il seguente appello.

 

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