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Sondato Calabro: l’uomo dei “miracoli” di Francavilla

Fautore del 3-5-2, ecco chi è il tecnico di Galatina

Carmine Raiola

Ex difensore, il trainer di Galatina, Antonio Calabro è stato sondato da Fabiani. muove i primi passi nel Casarano per poi trasferirsi nelle giovanili della Lazio dove è compagno di squadra di Alessandro Nesta e Marco Di Vaio.
Tornato alla sua prima squadra, Calabro gioca con i pugliesi dal 1994 al 1997 collezionando in totale 76 presenze ed un solo gol.
Nella stagione 1997-1998 si trasferisce in Serie B al Castel di Sangro con cui gioca 18 partite tra campionato e Coppa Italia senza però mai andare in gol.
Veste la maglia della formazione abruzzese, però, solo nella stagione appena citata poichè decide di trasferirsi al Lecco.
Con i lombardi, il difensore pugliese gioca per ben quattro stagioni nelle quali va sempre oltre le 20 presenze ( nella stagione 2000-2001 arriva a 30 match in stagione) disputando complessivamente 100 partite con la casacca blu-celeste.
Dopo aver concluso la sua esperienza in Lombardia, Calabro ritorna in Puglia e firma per il Brindisi.
Con la squadra biancoazzurra vince nella stagione 2002-2003 la Coppa Italia di Serie C2 e si piazza al secondo posto in classifica perdendo, però, la semifinale playoff contro l’Acireale.
Nella stagione successiva, il difensore con la formazione pugliese chiude al secondo posto in graduatoria ma neanche questa volta riesce ad approdare in Serie C1, complice la finale persa contro la squadra siculiana del Vittoria.
Dopo il fallimento del Brindisi, si accasa al Manfredonia dove resta per tre stagioni contribuendo alla salvezza dei “delfini “.
Una curiosità, nella sua ultima stagione con la maglia della squadra pugliese ( annata 2006-2007) Calabro ha affrontato la Salernitana contro la quale non ha mai vinto poichè all’andata i granata vinsero per 0-1 allo stadio Miramare mentre al ritorno finì 1-1. La stagione 2007-2008 è da ricordare per Calabro, poiché con la maglia della Pistoiese sigla il suo primo gol tra i professionisti.
L’anno successivo ritorna al suo Casarano con il quale chiude la sua carriera da calciatore nel 2012 dopo esserne diventato simbolo ed il capitano.
Nella stagione del suo ritorno, conquista con i pugliesi il campionato di Eccellenza, la Coppa Italia Dilettanti della Puglia, la Coppa Italia Dilettanti e la Supercoppa Pugliese, scrive così in quell’annata una pagina importante nella storia del Casarano.
La sua carriera di allenatore inizia sempre in Puglia, al Gallipoli nella stagione 2012-2013 quando sostitusice Dario Levanto e conclude al settimo posto in classifica mentre l’anno seguente riesce a conquistare la promozione in Serie D vincendo il campionato di Eccellenza. In realtà, però, Calabro prima di ritirarsi aveva già avuto un’esperienza da allenatore quando coadiuvato da Fabrizio Caracciolo, fece da giocatore-allenatore al Casarano.
Nel 2014, diventa allenatore della Virtus Francavilla con la quale fa triplete. Vince, infatti, il campionato di Eccellenza, la Coppa Italia Dilettanti e la Coppa Italia Dilettanti della Puglia.
L’annata seguente, guida la formazione biancoazzurra alla storica promozione in Serie C.
In Lega Pro, la squadra di Calabro non sfigura, anzi, termina al quinto posto in classifica e riesce così a qualificarsi ai playoff per giocarsi l’approdo in Serie B ma l’avventura dei pugliesi termina agli ottavi di finale contro il Livorno.
Nella scorsa stagione, il trainer di Galatina compie il grande salto.
Viene ingaggiato dal Carpi, con il quale dopo un buon girone d’andata non riesce però a qualificarsi per i playoff chiudendo a 52 punti e all’11 posto con il peggior attacco della serie cadetta. Nella scorsa stagione, l’ex mister dei carpigiani contro la Salernitana ha vinto in entrambi i match, 1-0 all’andata al Cabassi grazie al gol di Malcore e 1-2 all’Arechi con le marcature di Poli e Verna. Il modulo preferito del tecnico pugliese è il 3-5-2 proprio come Colantuono. Calabro gioca con i reparti molto stretti tra di loro, inoltre il trainer di Galatina preferisce sviluppare il gioco al centro del campo anziché in ampiezza e dà molta importanza a calci piazzati e ripartenze.

Sport1

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