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Soldi sporchi con i “detersivi”: arresti da Mercato San Severino a Baronissi

Sequestro per oltre 1 milione e 600mila euro, un giro d'affari su fatture false nel commercio di detersivi e prodotti per la casa: scoperto il "sistema" dalla Finanza

(Conferenza in Procura)

(Conferenza in Procura)

NOCERA INFERIORE | La Guardia di Finanza di Salerno, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore, ha eseguito stamane dieci ordinanze di custodia cautelare personale ed un provvedimento di sequestro preventivo di beni per complessivi 1 milione e 600mila euro, nei confronti di soggetti indagati a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale internazionale.

FATTURE PER OPERAZIONI INESISTENTI | L’operazione della Finanza si è protratta nelle province di Salerno, Napoli, Benevento ed Avellino, la frode fiscale internazionale è stata realizzata nel settore della grande distribuzione di detersivi e prodotti per la casa, oltre al reato di associazione a delinquere i fermati dovranno rispondere di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, con la circostanza aggravante del reato transnazionale. Nello specifico, i finanzieri hanno notificato l’ordinanza a C.L. e D.S. entrambi di Mercato San Severino, D.G. residente a San Michele di Serino, loro sono considerati i promotori del sodalizio e gli ideatori del meccanismo evasivo di frode. Notifica anche per R.F. di Baronissi e F.M. di Castellammare di Stabia, A. P. residente a Matino, B.R. di Nocera Inferiore, per loro il Gip ha disposto gli arresti domiciliari. A carico di B.G. e D. L. J., entrambi di Pagani, e P.V. di Fisciano, è stata disposta la misura dell’obbligo di dimora nei Comuni di residenza. Il Gip ha emesso anche un provvedimento di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente di tutti i beni riconducibili agli indagati, nonchè alle società, italiane ed estere, coinvolte nella frode, per l’ammontare complessivo di 1 milioni e 600mila euro che corrisponde all’imposta evasa. Le indagini sono state condotte anche con intercettazioni telefoniche e telematiche, oltre a mirati controlli finanziari, nei confronti 11 persone e sei società. Una vera e propria associazione finalizzata alla frode fiscale internazionale nel commercio all’ingrosso di detersivi e altri prodotti anche attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni, come detto, inesistenti da parte di società estere con sede in Inghilterra, Spagna, Lituania, Romania e Bulgaria. Creata in Italia anche una serie di società “cartiere” intestate a prestanome e comunque riconducibili al gruppo criminale.

COSA FACEVANO? | Acquistavano i prodotti dalle società comunitarie sulle quali è concentrato il debito d’imposta(l’Iva a debito sulle cessioni che non viene versata e che, sostanzialmente, viene a realizzare il risultato economico dell’evasione fiscale) derivante dalla successiva vendita ai clienti coinvolti nella filiera illecita. Questi ultimi acquistando a un prezzo di mercato inferiore riuscivano a praticare a loro volta prezzi di vendita finali più vantaggiosi rispetto a quelli del mercato, attuando così una vera e propria concorrenza sleale, beneficiando poi dell’indebito credito Iva artificiosamente generato, grazie all’annotazione delle fatture inesistenti. Come spiegato dal Procuratore della Repubblica Antonio Centore.

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