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Sigilli ad un impianto di recupero di rifiuti speciali a Nocera Inferiore

L'attività della Polizia Giudiziaria

I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno, agli ordini del Maggiore Giuseppe Ambrosone, a Nocera Inferiore, hanno apposto i sigilli di sequestro ad un noto impianto del luogo dedito al recupero di rifiuti speciali non pericolosi. L’attività di polizia giudiziaria eseguita dai Carabinieri, e che ha portato al sequestro preventivo odierno in esecuzione del decreto del Gip del Tribunale di Nocera Inferiore, Alfonso Scermino, è stata coordinata dal sostituto Procuratore dott.ssa Mafalda Daria Cioncada, della sezione reati ambientali della Procura di Nocera Inferiore, guidata dal procuratore capo facente funzioni Amedeo Sessa. La Procura della Repubblica ha anche emesso informazione di garanzia a carico del legale rappresentante e gestore della società interessata per le violazioni emerse in ordine ai reati previsti dal Decreto legge 152 del 2006 (codice dell’Ambiente).

Difatti il legale rappresentante in carica della società industriale, deve rispondere per la violazione in ordine al reato previsto dall’articolo 256 per avere, in particolare, non osservato, nell’esercizio dell’impianto di recupero dei rifiuti, le prescrizioni imposte nei provvedimenti autorizzativi, e più precisamente: depositato rifiuti speciali non pericolosi in aree non autorizzate per lo stoccaggio dei rifiuti, eseguito lo stoccaggio di quantità di rifiuti speciali non pericolosi oltre i limiti massimi stabiliti e precisamente circa 1.190 tonnellate complessive di rifiuti quali legno, imballaggi in legno, segatura, trucioli, residui di taglio, pannelli di truciolare e piallacci, di cui ai CER 030105, CER 150103, CER 170201, CER 191207 e CER 200138, a fronte del limite massimo di 176,9 tonnellate e 175,1 tonnellate di quantità stoccabile; nell’anno 2015 sottoposto ad operazione di recupero R3 complessive 16.664 tonnellate a fronte del limite massimo annuo di 3.100 ton fissato per tale operazione di recupero. Quantità di rifiuti trattate che fanno decadere totalmente il provvedimento di rinnovo ed integrazione iscrizione emesso dall’autorità amministrativa, in quanto non riconducibili al predetto titolo abilitativo e così concretizzando una illecita gestione di rifiuti speciali  in assenza della iscrizione/autorizzazione prescritta per legge per le attività eseguite ed accertate dai Carabinieri del Noe. La Procura contesta inoltre al legale rappresentante d’impresa la violazione dell’articolo 279, comma 2° del Decreto legge 152 del 2006, perché nell’esercizio dell’attività di recupero di rifiuti speciali, violava la prescrizione stabilita dal decreto dirigenziale della Giunta Regionale della Campania per le emissioni in atmosfera in quanto ometteva di tenere i registri espressamente prescritti, nonché la violazione dell’articolo 20 del decreto legge 139 del 2006, per aver accertato che la società teneva in esercizio l’impianto essendo sprovvista del prescritto certificato di prevenzione incendi e più precisamente per avere svolto attività di stabilimento per la lavorazione del legno con materiale in lavorazione e in deposito oltre 50.000 chili, così violando norme che prescrivono il possesso del certificato di prevenzione incendi.

Infine, il Gip ha poi proceduto alla nomina di un amministratore giudiziario anche al fine di impedire il totale arresto dello stabilimento e dell’attività d’impresa, con conseguenti ricadute negative sulla gestione economica della compagine e sui relativi livelli occupazionali, ma con il preciso compito di assicurarne la continuità operativa aziendale, salvo la rimozione delle irregolarità rilevate, immediatamente attivandosi per la cura di tutti gli adempimenti necessari a ricondurre a norma la condotta illecita, rimuovendo le irregolarità riscontrate, irregolarità che possono essere rimosse senza la necessità di arrestare il ciclo produttivo così da salvaguardare le redditività aziendale ed i corrispondenti livelli occupazionali.

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