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Scovata azienda che inquinava il fiume Sarno

Trovati nelle acque residui di zucchero, salamoia, solfuri e prodotti di pulizia di macchinari e dei pavimenti.

Federica D'Ambro

Scoperti nuovi scarichi abusivi nel fiume Sarno.
La Capitaneria di Porto di Salerno, diretta dal C.V. Gaetano Angora, ha condotto un’importante operazione di polizia nell’agro nocerino-sarnese, dove è intervenuta per reprimere illeciti di natura ambientale che determinavano la compromissione delle acque del fiume Sarno.
In particolare, i militari della Guardia Costiera di Salerno si sono attivati insieme ai funzionari del Parco Regionale del Bacino Idrografico del Fiume Sarno ed ai volontari delle Guardie Ambientali del WWF di Salerno, per ispezionare il corso idraulico del Rio Foce, al fine di accertare e reprimere eventuali scarichi industriali abusivi che determinano la compromissione delle acque del fiume già considerato più inquinato di Europa.

Il personale della Sezione di Polizia Giudiziaria della Capitaneria di Porto di Salerno, nel corso di tale attività ha riscontrato la presenza di uno scarico abusivo costituito da una tubazione dalla quale fuoriuscivano reflui di colore marrone e maleodoranti.

Manco a dirlo lo scarico era posto in prossimità di una nota industria che opera nel settore della produzione alimentare/dolciaria. Insospettiti da tale circostanza, i militari della Guardia Costiera ed i funzionari dell’Ente Parco del Fiume Sarno e del WWF di Salerno hanno deciso di procedere ad una accurata ispezione della predetta azienda, al fine di verificare la corretta gestione dei rifiuti e delle acque reflue industriali prodotte.
All’esito della ispezione, durata l’intera giornata a causa della notevole estensione della azienda e della sua complessa articolazione, il personale della Capitaneria di Porto di Salerno ha posto la propria attenzione investigativa su uno degli impianti di raccolta delle acque.
I militari della Guardia Costiera hanno proceduto ad immettere del colorante all’interno della vasca di raccolta, così accertando che lo scarico abusivo in corso ne assumeva la stessa colorazione; tale circostanza ha dato luce ad un collegamento diretto fra lo scarico abusivo e la vasca di raccolta, dimostrando che i reflui illecitamente immessi nel Rio Foce erano quelli derivanti dal ciclo di lavorazione dell’azienda, e costituiti da acque miste a residui di zucchero, salamoia, solfuri e prodotti utilizzati normalmente nelle operazioni di pulizia di macchinari e dei pavimenti.
Ragion per cui si è proceduto con il sequestro dell’intera vasca, e di tutte quelle collegate alla tubazione per smaltire illecitamente i rifiuti.

L’autorità Giudiziaria, ora indaga sul titolare dell’azienda per reati ambientali fra cui l’illecito smaltimento dei reflui industriali.

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