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Sarno, al via il “Pummarola day”

In programma una due giorni alla riscoperta della "butteglia" e del "buccaccio"

Francesco Pecoraro

Al via il secondo “Pummarola day” a Sarno. La due giorni, in programma questo weekend, è organizzata dal circolo locale di Legambiente e promuove la riscoperta del “buccaccio” o delle “butteglia”, le tecniche con la quale in passato si autoproducevano la conserva e il pelato di pomodoro.

L’iniziativa nasce con lo scopo non solo di riscoprire le vecchie usanze, ma per valorizzare le eccellenze gastronomiche locali e rilanciare il Manifesto della nuova Agricoltura e il progetto Conversione, una sfida che Legambiente lancia al mondo degli agricoltori, a quello scientifico nonché alla Regione Campania per aumentare le produzioni biologiche nei prossimi 6 anni, estendendole in tutt’Italia dal 9% circa al 20% della superficie agricola entro il 2020. È questo l’obiettivo del “Pummarola day”, l’evento promosso per il secondo anno da Leonia, circolo Legambiente Valle del Sarno, che si svolgerà questo fine settimana (sabato 5 e domenica 6 settembre) a Sarno in località Masseria Pigliuocco della frazione di Lavorate.

Una due giorni nel corso della quale saranno preparate, per soli fini di autoproduzione, le conserve di pomodoro, un rito che in molti purtroppo hanno oramai abbandonato ma che sopravvive in molte aree della provincia salernitana, come nell’Agro nocerino-sarnese, terra del pomodoro per eccellenza, il “rosso” San Marzano. “Dall’Agro Nocerino Sarnese rilanciamo la nostra idea di agricoltura – dichiara Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania – Un’agricoltura che può destare impegno professionale e passione nei giovani, riportandoli a questo antico mestiere, che richiede professionalità e cultura adeguata all’altezza delle sfide e che può garantire cibo buono e salute, tutela delle risorse naturali e della varietà genetica, tutela dei saperi e dei sapori che rendono unico e irripetibile ogni territorio italiano, ospitalità, bellezza del paesaggio. Per questo riteniamo necessario che anche la Regione Campania investa sempre più in politiche di ricerca e innovazione per rafforzare e offrire assistenza tecnica a chi coltiva con metodi biologici”.

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