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Santa Maria di Castellabate, polemiche per gli assembramenti

Nessun controllo durante gli assembramenti notturni a base di alcol e musica sul lungomare Perrotta

Pasquale Petrosino

Santa Maria di Castellabate è uno dei paesi più gettonati dal turismo locale, nazionale ed internazionale. Le sue coste ed il suo mare con bandiera blu,  rappresentano senza ombra alcuna il fiore all’occhiello della costiera cilentana. La sensazione, all’ingresso del paese sembra quella di un comune virtuoso. Lungo il corso centrale, al mattino, una voce al megafono invita i passanti ed i turisti ad indossare mascherine mantenendo un”abbigliamento decoroso (non si può circolare in costume sul corso, in una località di mare). All’estremità nord, come  quella sud, del corso polizia municipale che intima e sanziona i trasgressori. Tutto sembra perfetto: dalla polizia locale che effettua i controlli ai turisti seduti al bar intendi a pagare consumazioni a 5 stelle. Il mare cristallino offre uno scenario da favola.

La notte però tutto cambia forma e sostanza. Nonostante i divieti di assembramento,  della consumazione di alcol e dell’utilizzo della mascherina anche nei luoghi all’aperto, tutto si consuma. Sul lungomare Perrotta, bar aperti fino alle 4.00 del mattino offrono opportunità di assembramento e quindi di potenziale contagio fra giovani e giovanissimi provenienti da tutte le parti per amore di quella libertà tanto sognata e tanto sfregiata con atteggiamenti del genere che allungheranno le nostre restrizioni. Assembramenti, giovani senza mascherina e in preda al delirio del divertimento più becero, quello fatto senza alcun controllo ed autocontrollo. Schiamazzi ed urla notturni e continui, che disturbano  la quiete dei vacanzieri e dei residenti. Residenti ormai avviliti dalle continue segnalazioni che restano sterili e fine a se stesse, poiché nessuno interviene.

Ho soggiornato per una settimana a Santa Maria di Castellabate e avendo preso una casa sul lungomare Perrotta, non credevo ai miei occhi. Ogni notte si consumava e si consuma l’incuria più profonda, la vigliaccheria più infida, quella che permette assembramenti, in un momento ancora critico per lo scenario sanitario e sociale. Giovani assembrati, ubriachi, senza mascherina e senza alcuna protezione, intendi solo ad urlare e ballare fino all’alba. Bar che violano palesemente le normative dettate dall’emergenza ma che per amore e solo per amore del “dio denaro” permettono tutto ciò che non dovrebbe essere permesso. Questi giovani sono giovani che potrebbero contagiarsi e che, tornando a casa dalle madri, dai nonni, dagli amici,  potrebbero far circolare il virus senza che questo possa essere fermato e circoscritto. Tutto questo avviene ogni notte  con il benestare delle Istituzioni locali che nulla fanno affinché tutto possa ritornare al rispetto e al rigore delle regole. E’ chiaro ed evidente che in una situazione cosi poco chiara l’unica cosa che conta è il vile denaro e non la salvaguardia della vita nel rispetto delle regole vigenti.

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