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Sannino si presenta: “Era tutto scritto.. i miei avranno la maglia granata cucita addosso”

Dalla tattica al mercato, le parole ai tifosi e il messaggio alla squadra, tutte le risposte e le curiosità. Nel dettaglio la presentazione del neo tecnico granata Beppe Sannino

 

In città è arrivato con il treno delle 11.54, ha poi raggiunto la sede della società nel principe degli stadi, l’Arechi che da oggi sarà la “sua” casa. Successivamente il tecnico, accompagnato dal direttore Fabiani si è spostato all’Hotel Mediterranea dove si è radunata la squadra verso le 15. Un ghigno a nascondere l’emozione e il sorriso, così Beppe Sannino è entrato nella sala conferenze al Seci Center accompagnato dal co-patron della Salernitana Marco Mezzaroma e il direttore sportivo Fabiani.

Ad aprire la conferenza stampa il presidente Marco Mezzaroma:

“Lasciamo la scorsa stagione alle spalle, ora guardiamo gli impegni futuri. Ringrazio Menichini per il lavoro prezioso che ha svolto. Con Sannino ci siamo visti qualche giorno fa, abbiamo fatto una lunga chiacchierata. Mi ha colpito una cosa che ha detto, vede presidente le assicuro che venire ad allenare la Salernitana in una piazza come Salerno ha rappresentato per me un punto di arrivo, lo ha detto in maniera convinta, non era una frase di circostanza, aldilà delle qualità tecniche e umane che avrà modo di dimostrare. Questo è un ottimo biglietto da visita”.

Poi ha preso la parola il tecnico Giuseppe Sannino, ecco le sue prime parole da tecnico della Salernitana:

“Nel calcio le notizie corrono in modo veloce, Salerno è sempre stata una piazza dove c’è la passione del calcio vero, dove c’è una intera città e una intera provincia che vive di calcio. Io da casa avevo il sogno di allenare in questa città. Qui ci si aspetta sempre tanto ma a me è sempre piaciuto vivere un giorno da leone, io preferisco fare l’allenatore in una città dove c’è da rischiare, c’è adrenalina quando si entra nello stadio. Domenica mi sono incontrato con il presidente, pensavo che la panchina della Salernitana fosse “occupata”, ma io sono sempre stato un fatalista, era scritto e ora mi trovo qui. Io ho quasi 60 anni, ho raggiunto una età particolare, a volte si parte con l’idea di strafare, poi andando avanti si diventa saggi. Parlando con dei giocatori che ho allenato di Salerno, mi sono detto questa è la città dove mi piacerebbe andare e fare qualcosa. Salerno è una piazza straordinaria dove, specialmente al Sud, se ne parla tanto. L’anno scorso avete sofferto, mettiamo del noi invece dell’io, così facendo sarà un anno che si potrà fare qualcosa di importante“.

Il tecnico si è espresso sul mercato, su quanto è stato fatto e cosa si potrà fare. La lista della spesa consegnata alla proprietà, ma anche sull’approccio tattico che vuole dare alla squadra:

“Il mercato non è ancora stato fatto, è sempre in fase di sviluppo, come il gioco e la coralità di una squadra. Io potrei dire dei numeri, sono nato con il 4-4-2 ma ho capito che nel calcio si può giocare in tanti modi, se si vuole fare un campionato di un certo livello bisogna essere anche camaleontici. Lavoreremo sulla difesa a 4 ma non escludo di giocare anche con la difesa a 3. Vediamo come completiamo il mercato. C’è una lista di nomi con cui è già importante lavorare in ritiro. Questo è un mercato davvero troppo lungo, non fa il bene del calcio. Ho fatto dei nomi. Sciaudone penso che sia un ottimo giocatore ma se ha rescisso immagino che voleva rescindere, ora non c’è più, sicuramente arriverà altro. Rosina? Lui per me non è un trequartista solo, ha giocato con me in tanti ruoli, da quarto esterno, a sinistra, a destra, mi sembra di tornare alla questione di Brienza. Io voglio tirare il meglio dai giocatori però è l’importante che siano funzionali alla squadra. Questa è sicuramente una squadra da completare, abbiamo bisogno di capire anche in ritiro dove inserire qualche pedina e dove limare. Adesso come adesso siamo coperti in tutti ruoli ma è normale che vogliamo fare una stagione diversa e faremo qualcosa in più. Sul mercato aspetteremo il momento giusto per intervenire. Mi sono confrontato con il direttore su alcuni nomi. Zito può giocare in diversi ruoli. Odjer per voi è stata una scoperta ma ce ne sono tanti di ragazzi così. Però dobbiamo avere anche uno zoccolo duro”.

Come giocherebbe oggi Sannino? Il tecnico sulla sua idea di gioco:

“Adesso abbiamo punte, centrocampisti e difensori, abbiamo soluzioni in campo, poi nei moduli cambia davvero poco, in questo momento è prematuro parlarne. Più si è duttili e più in campo puoi disporti, la mia predisposizioen è avere quantomeno due punte in campo. Tutti hanno i propri ruoli ma un centrocampista per me deve saper fare un pò tutto. Tante volte ho visto giocatori che sembravano avere un solo ruolo poi hanno dimostrato di poter giocare anche in posti diversi. Lo scorso anno la Salernitana ha perso anche partite che non meritava di perdere. Schiavi? L’ho visto giocar poco quest’anno, ma io non voglio parlare di singoli. La mia squadra dovrà onorare la maglia, avere il carattere dell’allenatore. Davanti abbiamo due grandi giocatori che ci invidiano tutti. Terracciano con me ha avuto un infortunio e l’ho visto poco, non ha giocato quasi mai, con i portieri devono esserci delle gerarchie, lui adesso è della Salernitana è può dimostrare quanto vale. In una squadra è importante prendere meno gol possibile, perciò partiremo dalla fase difensiva. Voglio lavorare con i ragazzi su questo, tutta la squadra dovrà muoversi insieme, tutti devono soffrire e correre bene. Difendere alti o bassi dipende da chi hai contro, il calcio è anche studio, avremo la nostra fisionomia, una squadra che dovrà essere di corsa, aggressiva e intelligente. Ci sarà il muratore, l’ingegnere, chi aspetta il postino, ognuno saprà cosa fare”.

Il tecnico sull’obiettivo della società, dopo le parole del presidente Lotito che ha parlato anche di playoff:

“Non mi piace fare proclami, io sono abituato a lavorare giorno dopo giorno. Il calcio è il gioco più bello del mondo perchè alla fine sul prato si va oltre le parole e i propositi. Vediamo come quagliere un pò il tutto tra campo e mercato. E’ chiaro che tutti vogliono vincere ma tutto dipende dal lavoro. Noi dobbiamo partire con una idea, una logica, sapendo che società e calciatori e ambiente devono essere una sola cosa. Io ringrazio chi mi ha scelto e fatto sì che io sia arrivato qui ancora più incazzato di prima, io devo dimostrare a me stesso e alla città che merito la Salernitana. In questa piazza si può diventare importanti, qui si vive di passione come faccio io, però la dobbiamo gestire. La società mi ha chiesto di lavorare e fare il meglio possibile. Intanto cominciamo a lavorare, noi abbiamo un idea e vogliamo fare qualcosa di importante”.

Sannino si è espresso sulla sua storia da allenatore:

“Dopo Palermo ho avuto tantissime richieste per la serie A. Da uomo del Sud mi sento un uomo del Sud, ho avuto la fortuna e la sfortuna di andare a vivere al Nord per motivi di lavoro con i miei genitori, vorrei poter fare qualcosa di importante in questa terra. Oggi non mi sento un ripiego, sto in questa città straordinaria e voglio dare il massimo“.

Sannino ha svelato anche le parole che ha detto nel primo confronto con i calciatori:

Ai ragazzi ho detto che il malumore che c’è stato, almeno all’ultima partita, con i tifosi che si sono voltati di spalle deve essere un segnale per ripartire. Io dico ai tifosi che si è in debito con loro, per tutto quello che non siamo stati capace di dargli lo scorso anno. Partita dopo partita, non sono un veggente, lavoreremo giorno dopo giorno per fare bene. Ai tifosi dico che in campo avranno uomini che sanno che quella maglia se la dovranno cucire addosso“.

Il tecnico ha parlato anche della preparazione atletica:

“Il campionato di serie B è lunghissimo, c’è da correre tanto. Una casa sta sù con buone basi, dobbiamo caricarci per poter correre tanto, in ritiro faremo una buona dose di preparazione fisica. Non ha senso essere brillanti subito”.

In conferenza si è espresso anche il direttore Fabiani, parlando proprio della situazione sul mercato e di come si è arrivati a scegliere Sannino:

Rosina e Munari sono due giocatori attenzionati dalla Salernitana, di gradimento per il mister ma neanche possiamo stare dietro a un mercato folle che poi non ti fa stare sereno con i bilancio. Guardate il Lanciano ad esempio. La proprietà mi ha chiesto da quando sono venuto di avere sempre i conti in ordine, poi ciò che entra anche grazie ai tifosi ci consente di fare investimenti importanti, abbiamo gente come Coda e Donnarumma. Inzaghi? A dire la verità è stata una mia idea, poi in ordine temporale viene fuori Sannino, abbiamo avuto un incontro, gli dissi che ci aveva dato la disponibilità Inzaghi però gli dissi anche che lui era il primo della lista al vaglio della proprietà. Così è andata. Lui aveva una voglia sfrenata di venire a Salerno, se l’avessi saputo prima magari non si sarebbe posto neanche il problema di Inzaghi”.

A sorpresa a fine conferenza sono state presentate le nuove divise della Salernitana per la stagione 2016/2017. Ad indossarle i calciatori Alessandro Tuia, Massimo Coda e Alfredo Donnarumma. Non più prodotti da catalogo ma una linea speciale dedicata alla Salernitana. Prodotti non pronti prima di settembre, come ha detto il responsabile dell’area marketing.

Nel particolare la prima maglia riporta una banda nera sulle spalle e torna il colletto

La seconda maglia, quella bianca, dedicata anche al Siberiano, con una “S” granata su sfondo bianco disegnata lungo il corpo della maglia.

In grigio, invece, la terza maglia.

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