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Samba Andrè

Filtrante su Jallow da “calcio puro”, le magie del paulista incantano l’Arechi

Carmine Raiola

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IL BRASILIANO | È l’arma in più della Salernitana, parliamo di Andrè Anderson. O’Artilhero, infatti, anche contro la Cremonese ha disputato una buona prestazione, confermandosi uno dei punti fermi per mister Gregucci. Nel match di martedì sera il fantasista verdeoro ha ritrovato nuovamente una maglia da titolare dopo aver saltato la trasferta di Ascoli ed aver giocato pochi minuti a Verona a causa di un problema muscolare. In un primo momento O’Artilhero è sembrato in ombra ma come spesso accaduto in altre partite, con il tempo ha iniziato a prendere la Salernitana “per mano” con le sue giocate che hanno portato spesso gli avversari a commettere falli.


CHI È ANDRÈ? | Quasi un millennial, nato il 23 settembre del 1999 a Pedrinhas. Nella zona nord orientale del Brasile, nello Stato di Sergipe, Pedrinhas è una piccola cittadina con soli 8mila abitanti è sviluppata vicino la linea ferroviaria, è un comune “giovane” tant’è che è stato costituito ufficialmente solo nel 1953. Andrè da piccolo fu visionato da degli osservatori del Santos ma non abbandonò gli studi. Proprio il Santos, infatti, facendolo crescere nelle giovanili della società lo ha fatto studiare presso il Colégio Santa Cecília. Contratto sin da subito, a 17 anni, salario minimo con 1.500 Real ovvero circa 350 euro, poi la crescita osservando Neymar nei peixe. Neanche un anno fa l’interesse da Roma e il viaggio verso l’Italia, sponda biancoceleste, il resto è storia di oggi con il paulista in maglia granata.


Anderson contro i grigiorossi ha confermato, inoltre, come a differenza del passato predilige giocare la palla con i suoi compagni invece di cercare l’azione in solitaria. Quanto detto è confermato dal grande assist per Jallow il quale però dinanzi ad Agazzi non ha approfittato dell’occasione. Nel corso della partita il classe 1999 si è lasciato andare anche ad una finezza, un tacco a seguire che ha disorientato il diretto avversario e che è stato apprezzato dal pubblico presente sugli spalti dell’Arechi. Ciò che può essere “rimproverato” ad Anderson fino a questo momento è la mancanza di continuità in quanto il verdeoro alterna ottime partite a pessime prestazioni. Bisogna ricordare, però, che ci si trova dinanzi ad un giocatore giovane che quindi può crescere nel tempo anche sotto questo aspetto così da poter diventare uno degli uomini capaci di far fare il salto di qualità alla squadra di mister Gregucci.

Sport1

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