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Salvatore Cusimano, l’artista che parla dell’uomo

Cusimano il giovane palermitano che parla di umanesimo con la sua arte

Pasquale Petrosino

Conosciamo Salvatore Cusimano,giovane artista siciliano, uno tosto, di quelli che crede nella forza catartica e salvifica dell’arte in quanto tale. Ci parla di “Nuovo Umanesimo”, Salvatore, di un progetto ambizioso e pieno di vitalità. “Il progetto “Nuovo umanesimo” , afferma Salvatore “prende spunto da ciò che il giornalista Hans Boden, ebbe a dire durante una riflessione, ovvero che il Nuovo Umanesimo nasce dal desiderio di svincolarsi dalla chiusura e dal nichilismo in cui si trova l’arte contemporanea” prosegue Cusimano ” arte che ha perso di vista, sempre secondo Hans, la sua meta. In questo momento gli artisti sono zombie incapaci di concepire un reale e incisivo rapporto con Dio e con l’Uomo.Perdendo il rapporto con sé stessa, e la propria origine, l’arte contemporanea si è trovata di fronte al vicolo cieco della morte.”
” Ho constatato il degrado e l’impasse in cui si è venuta a trovare l’arte contemporanea” continua l’artista usando le parole del giornalista Hans. Si mette in gioco Salvatore,scendendo in campo e ponendo la sua scultura al servizio dell’Uomo: “è il nuovo umanesimo in Gesù Cristo, per la riscoperta e la salvezza dell’Uomo come progetto di Dio”.
Si tratta quindi di un lavoro sociale, nato dall’emergenza in cui l’umanità si trova, accerchiata da forme di antiumanesimo e di Anticristo sempre più agguerrite e feroci. Il racconto dell’opera è dunque innesto nella Storia di Dio: l’uomo diventa attraverso il suo rapporto con Dio, artefice del cambiamento, in Gesù Cristo.

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Il momento storico che stiamo vivendo esige una presa di posizione dell’Uomo per la salvaguardia della vita umana. Vita umana che è dono di Dio, per riscoprire e rivalutare quell’immagine somiglianza di cui siamo dotati. Ci troviamo quindi immersi in Gesù Cristo, per un nuovo umanesimo.
Il volto, che prima era come assente, perché nascosto sotto la maschera, assume ora il suo valore, sottolinea la relazione con l’altro. Il volto è anche la forma che Dio ha voluto scegliere per farsi riconoscere dagli uomini attraverso Gesù.

Primo di cinque figli, classe 1980 palermitano doc, Salvatore è un giovane pieno di talento ” le circostanze non mi hanno permesso di continuare gli studi oltre la maturità” racconta Salvatore “il mio spirito ribelle ma sempre in cerca di emozioni mi spinge, giovane giovane, a trasferirmi a Roma: per cercare un futuro diverso che Palermo, capivo già, non mi avrebbe offerto. E là ho avuto la fortuna di conoscere gente di ogni tipo: artisti e aristocratici, persone intriganti e figure di alcuno spessore. Così, ho avuto anche la possibilità di osservare la parte cruda della vita: ma tutto mi ha arricchito, non solo culturalmente. Sempre a Roma – marzo 2004, Piazza delle Tartarughe – a una festa, conosco uno stilista: e sarà la comune sicilianità ad attrarci reciprocamente. Nel 2006 pertanto, coinvolto nel suo cambiamento di vita, lo seguo a Taormina – tornando anch’io, in qualche modo, alle mie origini. E a Taormina – dal 2006 dirigo la Boutique Le Gatte -sentendo sempre più la necessità di esprimere la mia sensibilità artistica, inizio a creare abiti di carta. Nel farli – tutti interamente a mano, grandi al vero – desidero che ciascuno nel suo specifico racconti una storia, che ciascuno abbia una sua musa ispiratrice.Per realizzarli, non poche sono le ore che impiego – e chi lavora nella couture può ben capirlo! Ma il risultato ripaga ampiamente così tanta fatica. Normalmente, li espongo nella mia boutique nel periodo invernale, pure, per la cronaca ci ten- go a segnalarlo, alcune mie creazioni sono state esposte in prestigiose location taorminesi, ricevendo apprezzamenti da persone del mondo della stampa, dell’arte e della moda. Che altro dire di me? Ogni cosa che faccio, la faccio con buon umore e concentrando l’energia tutta nelle mani, per caricare ogni opera di positive atmosfere – tra candele accese, incenso e musica lirica. Che dicano di me che sono un artista e che sono anche strano, che sono accattivante, che sono un seduttore, passionale e selvaggio, carismatico e spirituale… con un’anima ribelle e vanitosa… beh! dicono di me tante cose! Ma del resto, l’unica cosa che io so è che, almeno, sono umano. E come tale, evidentemente, ho bisogno dell’approvazione della gente, dell’amore degli altri, di piacere; io ho bisogno di trasmettere e dare emozione, perché io sono ancora capace di emozionarmi. Un sogno nel cassetto? Il teatro, credo: recitare in una compagnia seria, libero di indossare ogni ruolo in un mondo non reale. Perché, evidentemente, mi ritengo tante cose in una persona sola: ma questo è lo stimolo principale per la mia fantasia e sensibilità artistica, la molla per la mia voglia di fare”. Auguriamo a Salvatore ogni successo possibile, già raggiunto telefonicamente dal direttore artistico di Scena Teatro, il regista Antonello De Rosa.

De Angelis - Grafica e stampa

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