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Salerno Pride e contributo Comune: “Nessuna sfilata, solo un convegno sui diritti..”

L'assessore Mariarita Giordano risponde alla Lega di Salerno: "Sapore carnevalesco? Nel 2006 un esponente della destra era vestito da sposa sotto Palazzo di Città.."

Così Mariarita Giordano, assessore alle Politiche giovanili e all’Innovazione, ha risposto a quanto espresso dalla Lega sul contributo dato dal Comune di Salerno e il patrocinio al Salerno Pride. “Sono polemiche sterili, è vero c’è stato un contributo per i servizi, è semplicemente un convegno dove si parlerà di diritti e avremo anche l’onore di ospitare l’onorevole Cirinnà. E’ la Lega che parla di qualcosa che non c’è, ho visto nella nota, si parla di sfilata carnevalesca ma non ci sarà, solo un gruppo di persone che si aggregheranno, soprattutto quando parlando di “carnevalesco” voglio ricordare un episodio nel 2006 quando un esponente di destra si trovava sotto al Comune vestito da sposa, forse se qualcosa di carnevalesco c’è è stato espresso da destra. Poi voglio ricordare che la Corte di Strasburgo ci ha condannato per non aver ancora una legge sulle Unioni Civili”.

Ecco la nota della Lega di Salerno: 

“E’ notizia di queste ore che il Comune di Salerno senza interpellare nessuno elargirà un contributo di 2.500 euro per il gay pride, manifestazione di sapore carnevalesco, che sfilerà per le strade della città nelle prossime settimane mettendo alla berlina chi vive in modo legittimo la propria sessualità, di qualsiasi tipo sia, con rispetto e dignità, nel proprio privato. Ribadiamo ancora una volta che i soldi pubblici debbono essere utilizzati per dare servizi ai cittadini e per le famiglie in difficoltà così come ribadiamo che quelli che sono i diritti naturali e fondamentali delle famiglie vanno difesi gridando forte il nostro NO a quelle che sono definite unioni civili, alle adozioni di bambini da parte di coppie gay ed ha qualsiasi tipo di teoria gender. Invitiamo le autorità ecclesiastiche, le forze politiche del centro destra, le associazioni in difesa della vita e della famiglia, le autorità e le associazioni cattoliche a prendere una posizione netta e chiara ribadendo che non siamo contrari al diritto di manifestare e di esporre le proprie idee ma siamo contrari all’utilizzo di soldi pubblici per una sfilata carnevalesca in pieno giorno con espliciti richiami sessuali dal gusto scandalistico e provocatorio come abbiamo ampiamente avuto modo di constatare in questi anni ovunque queste iniziative siano state fatte; immagini ed atteggiamenti che in televisione non possono apparire se non dopo la mezzanotte e che al contrario per le strade pubbliche, magari per il nostro lungomare in pieno giorno con famiglie e bambini tutti possono vedere, manifestazioni che offendono la morale ed il buongusto oltre ad essere una violenza psicologica gratuita ed antidemocratica nei confronti di chi non ama certi tipi di “esternazioni” pubbliche”.

Questo, invece, il manifesto ufficiale dell’evento:

La Carta Costituzionale sancisce, fin dalle sue fondamenta, la parità e l’uguaglianza delle cittadine e dei cittadini del nostro Paese. Una parità ed una uguaglianza che ancora oggi, a distanza di oltre settant’anni, non sono ancora pienamente realizzati. Diseguaglianze economiche e sociali invadono i contesti di vita di tanti: dalla disparità di trattamento occupazionale tra donne e uomini alla marginalizzazione delle persone con disabilità o fragilità, dall’accesso differenziale alla formazione e al lavoro qualificato alla diffusione delle precarietà occupazionali e di vita, dalla disparità di condizioni e trattamento per le persone straniere all’impari possibilità di vivere in un ambiente urbano e naturale salubre e rispettato. In questo quadro di diseguaglianze e disparità, la condizione delle persone lgbti+ appare ulteriormente gravata da discriminazioni e marginalizzazioni che si sommano alle già complesse condizioni di vita delle cittadine e dei cittadini italiani. Il raggiungimento del traguardo delle Unioni Civili ha segnato certamente un avanzamento dei diritti, ma non ha sancito una totale e reale uguaglianza. Resta ancora attuale la battaglia per il matrimonio egualitario come pure per il riconoscimento della piena cittadinanza delle figlie e dei figli delle coppie omogenitoriali. Come anche resta attuale la rivendicazione di tutele contro ogni forma di omofobia e trans fobia e la richiesta di una piena dignità delle persone trans* nei diversi contesti di vita, dall’accesso alle cure sanitarie all’accesso alla formazione universitaria fino alla tutela nei contesti di lavoro e di vita.

Questo quadro nazionale, si applica con luci ed ombre al contesto della provincia di Salerno dove, se da un lato sembrano più rari episodi di violenza e discriminazione ai danni delle persone lgbti+, è decisamente più strisciante il grado e la qualità di comportamenti e atteggiamenti di matrice omotransfobica, in particolare nel silenzio e nell’omertà, spesso inconsapevole, dei contesti della formazione primaria e secondaria, dove ragazze e ragazzi lgbti+ o individuati come tali, vivono il dramma del bullismo omotransfobico.

Lo stesso vale per la condizione delle persone migranti, laddove se da un lato il territorio ha dato prova di capacità e strumenti di accoglienza efficaci e solidali, dall’altro non mancano recrudescenze di razzismi che si manifestano in forme sottili, ma non meno pregiudizievoli e razzisti. Il tema della piena cittadinanza delle persone migranti, del diritto ad un lavoro dignitoso, all’espressione delle proprie tradizioni e rituali è e deve essere ancora al centro del dibattito, specie dopo la bocciatura della legge sullo Jus Soli al termine dell’ultima legislatura che ci siamo lasciati alle spalle.

Disparità e diseguaglianze restano evidenti nei contesti lavorativi e nell’accesso al mondo del lavoro: lavori precari, stagionali, sottopagati o non pagati, l’uso e l’abuso del volontariato come esperienza di lavoro, l’uso e l’abuso del tirocinio formativo e del contratto a termine, sono tutte esperienze contro cui si scontrano ogni giorno ragazze e ragazzi della nostra provincia alla disperata ricerca di un futuro. Disparità di trattamento, licenziamenti in bianco, mobbing e stalking sono solo alcune delle esperienze che le donne affrontano nei contesti di lavoro.

La violenza sulle donne, quella fisica come quella economica e psicologica, è ancora una piaga aperta dei nostri contesti. Linguaggi sessisiti, machisti, differenziali, pregiudizievoli, sostengono ancora la disparità tra uomo, e donna, ne sanciscono la differenza e rafforzano schemi sociali e culturali alla base della violenza e delle discriminazioni.

Tutto questo accade ogni giorno in contesti caratterizzati da un generale e diffuso degrado ambientale, da una scarsa tutela delle risorse comuni, da un differenziale accesso alla salubrità e alla bellezza, da un diffuso clima di illegalità e poca trasparenza.

In questo quadro di criticità però, esiste e insiste una pattuglia di donne e uomini riluttanti allo stato delle cose, impegnate ed impegnati ogni giorno nella lotta per le uguaglianze e per la tutela dei diritti di tutte e di tutti; donne e uomini che non si sono rassegnati all’impoverimento sociale, culturale ed economico, ma che rivendicano uno spazio di giustizia sociale e autodeterminazione di ciascuno.

Donne e uomini che rivendicano la storia democratica e solidale del nostro paese in un momento storico in cui riemergono fascismi e razzismi. Per questo il SalernoPride2018 aderisce alla campagna nazionale MAI PIU’ FASCISMI per ribadire valori umani che mettano al centro il valore della persona, della vita, della democrazia, della solidarietà. Ci uniamo a questa campagna per chiedere alle istituzioni di operare nella piena natura antifascita dello Stato in ogni sua articolazione. Chiediamo un impegno chiaro delle istituzioni sul terreno della formazione, della memoria, della conoscenza e dell’attuazione della Costituzione. Per questo nelle giornate del SalernoPride2018 sarà data piena visibilità alla raccolta di firme a sostegno di questa iniziativa.

Per questo, il #salernopride2018, vuole essere un momento di confronto e incontro, di festa e di riaffermazione dei diritti e delle uguaglianze delle persone lgbti+ come di tutte quelle minoranze che abitano le nostre comunità.

CI SIAMO per rivendicare il diritto alle affettività e alle sessualità in tutte le loro espressioni. Rivendichiamo il Matrimonio Egualitario, il diritto al riconoscimento delle figlie e dei figli delle coppie omogenitoriali; chiediamo la riforma dell’adozione e del diritto di famiglia;

CI SIAMO per chiedere tutele contro ogni forma di bullismo e di bullismo omotransfobico e contro ogni forma di discriminazione basata sull’identità di genere e l’orientamento sessuale

CI SIAMO per contrastare ogni forma di violenza, sopruso, discriminazione e marginalizzazione delle donne, nella vita quotidiana, nelle famiglie, nei contesti di lavoro, e per rivendicare dignità ad un femminismo inclusivo che superi ogni visione legata alle rigidità dei binarismi;

CI SIAMO per chiedere tutele e diritti per le persone con fragilità e disabilità; per chiedere attenzione e dignità, per rivendicare per loro e per tutte e tutti il diritto alla propria affettività e sessualità

CI SIAMO per sostenere il diritto all’accoglienza e alla piena cittadinanza delle persone migranti e il loro il diritto ad un lavoro dignitoso; sosteniamo le battaglie contro lo sfruttamento e il caporalato;

CI SIAMO, per rivendicare il diritto allo studio, l’accesso alla formazione superiore e all’alta formazione per tutte e tutti;

CI SIAMO per rivendicare l’accesso al lavoro e contro ogni forma di precariato sociale e lavorativo;

CI SIAMO per riaffermare l’urgenza di una tutela ambientale, di uno spazio urbano salubre e a misura delle cittadine e dei cittadini, di una fattiva tutela delle risorse comuni;

CI SIAMO per pretendere e costruire una società più giusta, contro ogni forma di illegalità, contro tutte le mafie, contro qualunque forma di prevaricazione.

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