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Salernitana, tutto serve per crescere: basta averne voglia

La sconfitta col Frosinone, al di là degli errori arbitrali, ha messo a nudo le pecche dei granata

Nicola Roberto

S’impara più dalle sconfitte che dalle vittorie. Le prime fanno male, ma possono dare la carica per riscattarsi ed il ko di ieri col Frosinone deve avere questa funzione per la Salernitana. La squadra di Bollini non ha perso a causa delle decisioni arbitrali, anche se queste hanno inciso sul risultato azzerando le possibilità di rimontare nella ripresa uno svantaggio maturato per via di una evidente superiorità tecnica e fisica del Frosinone, ma anche per errori individuali dei granata. Dionisi ha fatto il bello e cattivo tempo, Ciofani s’è confermato un osso durissimo da marcare, Mazzotta ha letteralmente annichilito Bittante nel confronto sulla fascia di competenza ed a centrocampo il trio in maglia gialla ha dimostrato di avere qualcosa in più dei dirimpettai in maglia granata. E’ vero che all’appello mancavano Odjer e Busellato, ma, al di là delle assenze, al centrocampo granata sono mancate qualità e velocità di pensiero fin dall’inizio della stagione per il semplice motivo che non ci sono elementi in rosa capaci di assicurarli. Non era contro il Frosinone che la Salernitana doveva per forza vincere, ma la partita di ieri fa il paio con quella precedente col Bari. Ed ancora, insieme a quella col Cittadella suona come la conferma che la Salernitana ha fatto il massimo delle sue possibilità, ma che, quando è arrivata al momento della verità, non ha avuto la forza per andare oltre i suoi limiti. Insomma, che questa squadra abbia quasi aritmeticamente raggiunto la salvezza con un certo anticipo è un risultato che va tenuto stretto. Che da questo gruppo ci si potesse attendere un ulteriore salto di qualità è un altro discorso: la Salernitana avrebbe potuto puntare più in alto se avesse colmato certe lacune che erano note dall’estate. A gennaio lo si è fatto in parte, lasciando, però, un vuoto in cabina di regia e non rimpinguando il parco attaccanti in maniera adeguata. Coda è arrivato stremato al finale di stagione perchè non ha un sostituto all’altezza ed ha dovuto tirare sempre la carretta, su Donnarumma non c’è stata mai chiarezza e tra questioni contrattuali e tattiche il rendimento dell’attaccante di Torre Annunziata non è stato quello dello scorso anno. Tuttavia, se si voleva una salvezza tranquilla, allora l’obiettivo può dirsi centrato. Che il filotto di quattro vittorie abbia pure consentito di sognare qualcosa in più è comunque qualcosa che va ascritto a merito di Bollini e della squadra. Ora, però, bisogna chiudere bene il campionato e decidere cosa si voglia fare da grandi. Ora più che mai deve scendere in campo la proprietà. Lotito e Mezzaroma hanno avuto l’ennesima dimostrazione di come il pubblico salernitano sia pronto a rispondere quando il momento è cruciale e da loro ci si attende un segnale forte e chiaro. Le sconfitte servono perchè possono far comprendere limiti ed errori, ma anche dare una spinta dal punto di vista delle motivazioni. La Salernitana deve e può alzare l’asticella delle sue ambizioni, ma deve avere idee chiare e voglia di crescere. Allora sì che anche una sconfitta ed un arbitraggio non all’altezza potranno essere accettati e superati.

Sport1

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