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Salernitana: squadra in crisi, la proprietà tace

Il silenzio di Lotito fa rumore in questa fase della stagione. Il patron deve rimediare agli errori estivi

Nicola Roberto

Vincenzo Torrente sa di essere aggrappato ad un filo. Finora, infatti, il rendimento deludente della Salernitana non è stato imputato totalmente al suo lavoro perchè la società sa bene che non gli ha consegnato una squadra adeguata per il suo modo di intendere il calcio e per il livello della serie B. Prima o poi, però, potrebbe pagare lui se passerà la linea che qualcuno dovrà, appunto, fare da capro espiatorio. Il calcio va così e, se finora il cambio in panchina non c’è stato, ciò è dipeso anche dal fatto che la società ha ancora sotto contratto Menichini, tecnico poco gradito, per usare un eufemismo, a Fabiani.
Si sa tutto dei limiti strutturali della rosa allestita in estate dal diesse con l’avallo dei patron: età media troppo alta, giocatori fisicamente non più in grado di reggere la categoria, pochi under e, per giunta, non tutti pronti per indossare una maglia pesante come quella della Salernitana e sopportare le pressioni di una piazza a cui qualcuno adesso deve pur chiedere scusa.
Scusa, sì. Perchè dopo essere stata continuamente mortificata, giudicata solo sulla base dei numeri – spettatori paganti, abbonati – e non sulla scorta di una passione travolgente e di un amore verso la propria squadra da cui, al contrario, chi si trova a difenderne i colori o a rappresentarla a livello societario e dirigenziale dovrebbe solo essere gratificato, be’,ora, dopo l’ennesima sconfitta ed una prova senza vigore, sarebbe solo il caso di fare questo. Un gesto semplice, una parolina pure corta per giunta, ma difficile da pronunciare da parte di chi sa prendersi i meriti per i successi del passato, e che nessuno disconosce, ma che l’ha fatta grossa questa volta, sottostimando il livello del campionato cadetto, sopravvalutando il valore di tanti calciatori confermati più che altro perchè in possesso di contratti onerosi, non riuscendo ad aprire un dialogo proficuo tra Formello e Salerno per l’approdo di giovani bravi in granata. Come nel 2013, l’estate di Foggia, Volpe ed Esposito presi senza tanta convinzione sul finire del mercato, anche questa volta la proprietà romana s’è ricordata troppo tardi che c’era bisogno di allestire una squadra all’altezza della piazza di Salerno. Si è operato male, nei tempi e nei modi, e, soprattutto, con scelte che si sono rivelate sbagliate a partire dalla conferma di Fabiani, stratega della promozione in B ma ancora una volta confermatosi troppo legato a canoni del calcio di un tempo per poter lavorare con profitto sulla ribalta della cadetteria. La confusione attuale nasce da lontano. Si è scelto Torrente, ma non gli si è concesso di portare un suo staff, con il risultato, fin troppo prevedibile, che il tecnico è un uomo solo, accerchiato da un nucleo di persone con cui non ha mai lavorato e dalle quali non può ricevere l’aiuto che, come è giusto che sia, ad ogni allenatore garantisce lo staff di sua fiducia. Si è proseguito operando male sul mercato ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ecco perchè, ora, bisognerebbe avere la forza di chiedere scusa ai tifosi, per poi invocarne aiuto e sostegno al fine di salvare il salvabile, ossia far più punti possibili da qui alla pausa, con l’impegno di presentarsi alla prima partita del 2016 con una squadra finalmente attrezzata a dovere per il campionato di serie B. Con Torrente o senza, con Fabiani o senza, questo ora come ora conta davvero poco.

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