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Salernitana, salvezza raggiunta ed ora si deve pensare solo al futuro

Raggiunta la salvezza aritmetica, la società può programmare il futuro per tempo

Nicola Roberto

La sconfitta di Carpi non ha inciso sull’esito della rincorsa – che pareva comunque in salita – ai playoff, ma ha emesso un verdetto consolatorio per la Salernitana, aritmeticamente salva con due giornate di anticipo. Rispetto ai patimenti della scorsa stagione, dunque, i granata hanno quanto meno avuto il merito di aver reso meno dura la vita ai propri tifosi, risparmiando alle loro coronarie sollecitazioni pericolose. Anzi, pur con tutti i suoi limiti dovuti ad un allestimento incompleto e senza un preciso filo conduttore, la squadra di Bollini si è pure tolta qualche soddisfazione arrivando ad accarezzare il sogno di poter centrare i playoff, un traguardo che, al di là dell’effettiva disputa o meno degli stessi, s’è dimostrato fuori portata perchè nei momenti cruciali ai granata è mancato qualcosa. C’è poco da fare, nessuno si offenda o invochi la lesa maestà: il gruppo assemblato in estate e corretto a gennaio non era all’altezza di poter competere per le posizioni di avanguardia per il semplice motivo che mancava in ruoli chiave della necessaria qualità. Bollini ha avuto il merito di trovare quella quadratura mai raggiunta con Sannino, ma a fare la differenza è stato il rendimento super di Coda a cavallo tra il derby di Bemnevento e la serie di cinque vittorie di fila. Senza le prodezze del suo centravanti, forse la Salernitana non si sarebbe staccata tanto facilmente dalla zona a rischio e questo conferma che il calcio, alla fine della fiera, è sport in cui la qualità e l’abilità dei singoli incide, eccome. E se è vero che la tifoseria si aspetta una prova importante da parte della squadra in occasione del prossimo derby con l’Avellino, è altrettanto vero che, a salvezza raggiunta, la proprietà sia chiamata a mettere in campo idee e progetti per il futuro. Il 9 maggio si terrà l’Assemblea di Lega da cui dovrebbe uscire il nuovo presidente della Lega B e Claudio Lotito seguirà con grande interesse la vicenda, ma, oltre agli impegni istituzionali, il patron della Lazio e suo cognato, Marco Mezzaroma, sanno bene che fin d’ora c’è la possibilità di programmare la prossima stagione. Strutture e settore giovanile sono delle priorità, ma si può già avviare anche il discorso tecnico relativo alla prima squadra. Non sarà necessario attendere la fine del campionato per capire da chi ripartire, se confermare o meno Bollini, se dare ancora fiducia a Fabiani. Lotito e Mezzaroma hanno già tutti gli elementi e gli strumenti adatti per prendere delle decisioni. Salerno merita un progetto importante, fatto di entusiasmo e concretezza, di idee e tempi non troppo dilatati. Il futuro può già cominciare e, prima si saranno tracciate le linee guida, più sarà roseo.

Sport1

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