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Salernitana, l’importante è non accontentarsi!

A Brescia i granata hanno sfiorato la vittoria. Resta il rammarico per l'occasione persa e non solo

Nicola Roberto

Chi si accontenta, gode. E’ vero, ma è pur vero che, per crescere e migliorare, è necessario non accontentarsi troppo. Bene fa, allora, Giuseppe Sannino a non nascondere un certo rammarico per il pari di Brescia. Al Rigamonti la Salernitana ha disputato un ottimo primo tempo, che ha richiamato alla memoria quello del derby col Benevento, ma nella ripresa si è un po’ abbassata, tirando i remi in barca e, ad onor del vero, fallendo anche il matchpoint con Odjer prima della beffa targata Dimitri Bisoli, in gol nel giorno in cui suo padre, Pier Paolo, esordiva sulla panca del Vicenza battendo il Pisa di Gattuso in trasferta. Anche la Salernitana avrebbe potuto fare il colpaccio, se avesse avuto un pizzico di lucidità in più e se non fosse finita la benzina di alcune pedine cardine. Della Rocca, Zito e Rosina hanno pagato dazio alla distanza, Coda, sfinito da un lavoro oscuro fatto di pressing e scatti, è stato sostituito ma Sannino ha lasciato ancora una volta in panchina il suo gemello, Donnarumma, preferendogli la controfigura – almeno per stazza fisica – Joao Silva. L’unico appunto che si possa muovere al trainer granata è questo: con Donnarumma la Salernitana avrebbe tenuto sempre in allerta la difesa lombarda, che si sarebbe dovuta preoccupare della capacità dell’ex Teramo di fiutare il modo ed il momento giusti per colpire. Ed invece, dopo aver segnato in due gare di fila, a Donnarumma è toccato guardare per la seconda volta di fila l’intera partita dalla panchina. Coda era stanco, Rosina appannato, eppure lui è rimasto spettatore non pagante. Se il 3-5-2 con Rosina nei panni della punta di appoggio sembra essere la soluzione giusta per dare equilibrio e solidità alla Salernitana, di certo l’esclusione di Donnarumma non appare come una scelta che torni a vantaggio di una squadra che ha segnato gli ultimi tre gol con calciatori che non sono attaccanti di ruolo (Della Rocca e Marchi col Benevento, Improta, preso per giocare da attaccante e trasformato in stantuffo a tutta fascia, col Brescia). Questo perchè Coda fa un impagabile lavoro oscuro, Rosina cerca di cucire il gioco tra le linee ma non riesce ad andare al tiro, e così la manovra offensiva, pure quando, come ieri e nel derby, si sviluppa con un possesso palla preciso che è il preludio ad accelerazioni sulle corsie laterali, non dia frutti in misura proporzionale a quanto seminato. Da Brescia sono arrivate conferme importanti: la Salernitana è in crescita, ha trovato una sua quadratura ed ha confermato di avere personalità e capacità di giocare la palla, ma anche che non può rinunciare a cuor leggero ad un attaccante come Donnarumma. Anche in corso d’opera, l’attaccante di Torre Annunziata può recitare un ruolo importante e a Sannino la cosa non sarà certo sfuggita. Se c’è qualcosa da chiarire tra i due, lo si faccia. La Salernitana ha bisogno di tutti, più che mai dei gol del suo bomber.

Sport1

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