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Salernitana in formato Tutino, Picchio in caduta libera (2-0 pt)

Al 45' Al "Del Duca" granata avanti dopo centoventi secondo: doppietta per l'ex bomber del Cosenza. Ascoli mai in partita

Alfonso Maria Tartarone

ASCOLI-SALERNITANA 0-2

ASCOLI. Leali, Leali, Pucino, Brosco, Quaranta, D’Orazio, Eramo, Buchel, Saric, Sabiri; Dionisi, Bajic. A disp.: Sarr, Venditti, Pinna, Corbo, Avlonitis, Danzi, Mosti, Stoian, Parigini, Cangiano. All.: Sottil.
SALERNITANA. Adamonis, Aya, Gyombér, Mantovani, Casasola, Coulibaly, Di Tacchio, Capezzi Jaroszynski, Tutino, Gondo. A disp.: Guerrieri, Sy, Veseli, Kiyine, Dziczek, Schiavone, Anderson, Antonucci, Barone, Cicerelli, Kristoffersen, Djuric. All.: Castori.
MARCATORI. 2’ e 22’ Tutino
ARBITRO. Abbattista di Molfetta.
NOTE. Ammoniti: Sabiri, Coulibaly, Gyomber; minuti di recupero: 2’;

Salernitana in formato Tutino, Picchio in caduta libera (2-0 pt). Al “Del Duca” granata avanti dopo centoventi secondi: doppietta per l’ex bomber del Cosenza. Ascoli mai in partita L PRIMO TEMPO. Centoventi secondi ed i granata siglano il punto dell’uno a zero. Parte tutto dalla rimessa laterale lunga di Jaroszynski: controllo non semplice di Gondo, deviazione aerea infelice di Brosco, sfera a Capezzi che serve Tutino a centimetri dalla linea bianca di porta per il facile tocco del vantaggio campano. I bianconeri accusano il colpo. Quattro giri di lancette più tardi è Casasola, dalla distanza, a testare i riflessi di Leali. Pacchetto arretrato marchigiano ancora in affanno. Questa volta è l’ex Ternana, imbeccato nuovamente dal “cross” laterale del difensore polacco, a mancare il raddoppio. Non demorde l’undici di Castori. Mancino di Coulibaly, fuori misura. Prova e riprova, il due a zero è cosa fatta al minuto ventidue. Quaranta inciampa, Tutino prima tenta il piatto comodo per l’accorrente Gondo e poi d’esterno fulmina il numero uno dell’Ascoli. In campo ci sono anche i marchigiani. Brosco cerca il riscatto di testa, Adamonis risponde presente. Nella parte finale da rivedere un intervento in area di rigore su Gondo ed anche l’uscita azzardata del portiere granata sul calcio piazzato velenoso di Sabiri.

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