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Salernitana: cuori in tempesta e numeri da brividi

Lotito riflette su Sannino, mentre la classifica diventa preoccupante ed è in rosso rispetto ad un anno fa

Nicola Roberto

Al peggio non ci si dovrebbe abituare. Mai. Ed invece, la Salernitana pare quasi morbosamente attratta da ciò che altri cercano di tenere a distanza. Un anno dopo, come se tutti gli errori del recente passato non avessero insegnato nulla, la classifica condanna società, allenatore e squadra, ancorandoli – ciascuno per la sua parte – a responsabilità ben precise. Avere un punto in meno dello scorso anno è già di per sé un’impresa che fa tremare ed inquieta perchè nessuno si augurava di ritornare ad immergersi nell’incubo che è stato lo scorso campionato. Sannino, dopo tredici giornate, ha raccolto tredici punti mentre Torrente ne aveva uno in più. Certo, il tecnico di Cetara poteva sfruttare l’onda lunga di una partenza sprint – otto punti in cinque gare – che il suo successore non ha avuto. La Salernitana di Sannino dà quasi l’impressione di non essere mai partita come fosse un’auto, anche abbastanza potente, il cui conducente non sia in grado di trovare il pulsante dell’accensione. Sarebbe ancor più grave, poi, se, qualora fosse partita, questa vettura avesse già esaurito il carburante. Ieri, contro il Cittadella, i granata hanno incassato la quarta sconfitta stagionale, pagando a caro prezzo l’ingenuità di Tuia ma anche le scelte di Sannino che ha tenuto in panchina Donnarumma (ma ha anche chiesto a Della Rocca di giocare troppo largo sulla sinistra nel primo tempo, sballottandolo Improta da una fascia all’altra prima di sostituirlo dopo avergli chiesto tanto e non averlo messo nella condizione di incidere assecondando le sue caratteristiche di esterno d’attacco e non certo di terzino), mandandolo in campo solo a risultato ampiamente compromesso. E, tuttavia, non appena l’ex Teramo è entrato, la Salernitana ha prodotto quattro nitide occasioni facendo passare in secondo piano l’inferiortià numerica. La pioggia battente ed una classifica preoccupante: la tempesta granata rischia, ora, di deflagrare. E qualcuno potrebbe esserne travolto. Claudio Lotito è sempre più soddisfatto di quanto stia facendo Simone Inzaghi alla guida della Lazio dove, in estate, il patron stava per portare Marcelo Bielsa. I colpi di testa del “loco” sono stati manna dal cielo per la società biancoceleste, ma hanno condizionato la programmazione della Salernitana. Quando Fabiani ha scelto Sannino, il patron ha avallato ma, da qualche tempo, gli sta frullando per la testa la storia del generale fortunato che Napoleone preferiva a quello bravo. Dopo il pareggio col Pisa, si dice, fossero già partite analisi, valutazioni e riflessioni che, dopo il rovescio di Cittadella, sono destinate ad andare avanti. Sannino potrebbe avere l’ultima chance con la Ternana, ma Menichini è sempre nei pensieri del patron che sa bene quanto sia delicato il momento: la Salernitana è attesa da tre scontri diretti in chiave salvezza contro Ternana, Latina e Pro Vercelli prima di un dicembre ad alto rischio in cui affronterà Bari, Frosinone, Carpi, Avellino e Perugia. Lotito ricorda bene che, lo scorso anno, al giro di boa la Salernitana aveva la miseria di venti punti e si augura che questa volta il bottino sia più pingue. La media di un punto a partita tenuta dai granata di Sannino, però, non lascia tranquilli. Nelle ultime otto partite del girone di andata la Salernitana dovrà uscire dai box e cominciare a correre. Resta da capire chi sarà il conducente…

Sport1

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