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Salernitana, che confusione!

La sconfitta con la Pro Vercelli frutto di scelte tecniche sbagliate, ma i mali granata hanno radici più profonde

Nicola Roberto

La sconfitta con la Pro Vercelli fa ripiombare la Salernitana in uno stato di crisi. Contro i piemontesi i granata hanno fallito l’occasione del sorpasso, incappando nella terza sconfitta interna stagionale. Eppure, la missione non era affatto impossibile e a complicarla, più delle tante defezioni in difesa, hanno provveduto le scelte di Torrente. Il 4-4-2 che il tecnico ha proposto inizialmente è stato il frutto di un compromesso che non ha convinto: Sciaudone e Gabionetta esterni di una mediana a 4 hanno inciso pochissimo, mentre Pestrin ha confermato di non avere il passo per reggere la categoria, specie se non gioca in un assetto con tre mediani. Torrente ha corretto in corsa ed infatti la squadra ha trovato il pareggio, ma, poi, si è consegnato alla sconfitta lasciando in campo l’impalpabile Gabionetta – vana speranza attendere di questi tempi un guizzo da parte del brasiliano – sacrificando Coda che aveva fornito l’assist a Donnarumma e sembrava essere stato rivitalizzato dall’arrivo di cross dal fondo. Le scelte del tecnico non hanno convinto e le spiegazioni del dopo partita ancor meno. E’ la spia di uno stato confusionale da cui non sono immuni nè la società nè la squadra e che il tecnico ha denotato in sala stampa. La notte è stata lunga, insonne, piena di pensieri. Le parole, si sa, spesso sono di circostanza e lo sanno bene sia Mezzaroma, che ha confermato a caldo il tecnico, sia lo stesso Torrente, Ora, però, bisogna decidere per agire in tempi rapidi e raddrizzare una situazione che si fa delicata sempre di più. La Salernitana ha steccato clamorosamente al cospetto di una squadra modesta cui ha concesso fin troppe occasioni per colpire e da cui è stata puntualmente punita. Il rendimento della squadra e la classifica attuale sono lo specchio fedele di quanto è stato fatto in estate e riflettono, al di là delle assenze e della sfortuna che si è accanita sulla difesa, il valore di un gruppo che ha troppe lacune e limiti strutturali. Al mercato di gennaio mancano sei gare di campionato e sarà importante arrivarci avendo limitato i danni, ossia il distacco dalla zona salvezza. Il destino di Torrente è appeso ai risultati, l’operato di Fabiani e le decisioni della proprietà in tema di mercato sono state finora bocciate senz’appello dal campo. Ora non resta che riparare ai tanti errori commessi. Sperando che non sia troppo tardi.

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